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Martedì 25 Settembre 2018, ore 23.06
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Direttiva Copyright, il via libera del Parlamento Europeo fa già discutere

La riforma è passata con 438 voti a favore, 226 contrari e 39 astensioni. Vicepremier Di Maio attacca: "Vergogna tutta europea. Questa è censura preventiva"

Economia ·
(Teleborsa) - "Una vergogna tutta Europea: il Parlamento Ue ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet". E' questo il commento del vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio che usa toni aspri contro il voto di Strasburgo sul diritto d'autore.

La Direttiva europea sul Copyright è stata approvata oggi 12 settembre dall'Europarlamento, che l'ha votata con 438 voti a favore, 226 contrari e 39 astenuti.

Una direttiva che impone una riforma in senso molto restrittivo che è stata molto criticata da più parti per i limiti che impone all'operatività nel settore dell'informazione.

"La direttiva sul diritto d'autore è una vittoria per tutti i cittadini. Il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale", ha commentato con un tweet, Antonio Tajani, Presidente del Parlamento europeo e forte sostenitore della riforma che ha poi chiesto al Presidente del Consiglio Conte "di prendere immediatamente le distanze dalle dichiarazioni infamanti del vicepremier contro il Parlamento europeo".

Ha espresso apprezzamento per l’esito del voto anche Andrea Riffeser Monti, Presidente della Federazione Italiane Editori e Giornali (FIEG). "Proteggere i prodotti editoriali significa rafforzare il valore delle imprese" .

La riforma del Copyright, più nello specifico, si propone di tutelare il diritto d'autore nell'era digitale, proteggendolo contro i contenuti diffusi dalle grandi piattaforme del web.

Al centro della discussione due articoli: l'art. 11 che introduce il diritto dei grandi editori di autorizzare o bloccare l'utilizzo digitale delle loro pubblicazioni ed una remunerazione per ogni reindirizzamento denominata link tax. L'articolo 13 invece impone alle società che danno accesso a grandi quantità di dati di adottare misure per controllare ex ante tutti i contenuti caricati dagli utenti.
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