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Martedì 16 Ottobre 2018, ore 20.11
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Pensioni, altolà di Boeri alla riforma della Legge Fornero

Dai costi eccessivi agli svantaggi per donne e giovani, sono tante le criticità messe in luce dal numero uno dell'INPS

Economia, Welfare ·
(Teleborsa) - Altolà di Tito Boeri alla riforma della Legge Fornero promessa dal Governo giallo-verde. In audizione alla Camera, il Presidente dell'INPS ha spiegato che l'introduzione di quota 100 per l'accesso alla pensione comporta costi superiori di 60-70 volte rispetto all'importo dei risparmi con i tagli alle pensioni d'oro. I costi della quota 100 sono stimati infatti in circa 9-10,5 miliardi di euro mentre il taglio delle pensioni d'oro porterebbe ad una riduzione della spesa pensionistica inferiore ai 150 milioni di euro.

Ma c'è di più: secondo Boeri il ripristino di quota 100 "premia quasi in 9 casi su 10 gli uomini, quasi in un caso su tre persone che hanno un trattamento pensionistico superiore a quello medio degli italiani e un reddito potenzialmente ancora più alto, se integrato da altre fonti di reddito. Si tratta nel 40% dei casi di dipendenti pubblici che, in un caso su 5, hanno trattamenti superiori ai 35.000 euro all'anno (in più di un caso su 10, superiore ai 40.000 euro).

Penalizzate, invece, le donne "tradite da requisiti contributivi elevati (quando hanno carriere molto più discontinue degli uomini), e dall'aver dovuto subire sin qui, con l'opzione donna, riduzioni molto consistenti dei trattamenti pensionistici, quando ora per lo più gli uomini potranno andare in pensione prima senza alcuna penalizzazione.

Inoltre, ha aggiunto il numero uno dell'Istituto di Previdenza sociale, quota 100 non aiuta i giovani, anche nel caso ne venisse assunto uno per ogni lavoratore che va in pensione. A gravare sulle nuove generazioni ci sarebbe, infatti, "un debito pensionistico enorme".

"Uscite consentite con un minimo di 38 anni di contributi e 62 di età oppure abolendo l'indicizzazione alla speranza di vita dei requisiti contributivi minimi per la pensione anticipata (a tutte le età) portano ad un incremento dell'ordine di 100 miliardi del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future e, già nel 2021 a un incremento ulteriore, oltre la famosa gobba, di circa un punto di PIL della spesa pensionistica" ha spiegato.

Tornando alle pensioni d'oro, secondo Boeri si rischia una grave "sovrapposizione": "Si noti - ha osservato - che c'è una sovrapposizione importante fra la platea interessata dalle quote e quella investita dalla correzione attuariale. Solo nel 2019, l'introduzione di quota 100 (62 anni e 38 di contributi) potrebbe interessare circa 4.700 persone con pensioni di importo superiore a 90.000 euro annui e soggette alla correzione attuariale nel caso il ddl 1071 diventasse legge dello Stato". In altre parole, ha spiegato, questi lavoratori, "da un lato, verrebbero spinti al pensionamento (a volte anche involontariamente), e, dall'altro, si vedrebbero, di lì a poco tempo, tagliare le prestazioni loro appena concesse.
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