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Domenica 24 Marzo 2019, ore 04.20
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Brexit, May non si arrende: "Accordo entro 29 marzo alla nostra portata"

Intanto Corbyn, Leader del partito laburista, apre a un referendum bis e accusa la Premier di "perdere tempo"

Economia ·
(Teleborsa) - Theresa May non si arrende. La data ufficiale del Leave, fissata al 29 marzo, si avvicina a grandi passi e la Brexit appare sempre più un rebus dalla difficile soluzione. Insomma, sulla strada, piena di ostacoli, che porta al divorzio tra Londra e Ue, tanti punti interrogativi. Pochissimi punti fermi.

REBUS BREXIT - Il quadro generale non è certo dei più rassicuranti. Anzi: situazione di stallo, pochi progressi e count-down al via ma la Signora di Downing Street non arretra e anzi insiste nel dire che il divorzio da Bruxelles il 29 marzo è possibile. "E' alla nostra portata lasciare con un accordo il 29 marzo", ha detto la Premier britannica da Sharm el-Sheikh dopo che il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk aveva rivolto un appello a Londra affinché lavorasse nella direzione di un rinvio. Estendere l'articolo 50 per evitare una Brexit senza accordo sarebbe , aveva detto, "una soluzione razionale" e l'Ue "dimostrerebbe comprensione". Tuttavia, ha precisato Tusk, May "ha detto di credere di poter ancora evitare questo scenario".

CORBYN, OK EMENDAMENTO PER REFERENDUM BIS - Ore febbrili dunque con Bruxelles che attende chiari segnali da Londra. Intanto, il Labour comunica che sosterrà ufficialmente 3 emendamenti ai Comuni per scongiurare il rischio, temutissimo, di una Brexit no Deal, qualora la May non riesca a far passare un suo accordo con l'Ue sul divorzio: incluso uno favorevole, in caso di stallo protratto, alla convocazione di un secondo referendum. Lo ha anticipato Jeremy Corbyn rivolgendo una stoccata contro la Premier Tory, colpevole a suo dire, di "perdere sconsideratamente tempo" per cercare di imporre un aut aut dell'ultimo minuto fra la sua linea e "un disastroso no deal".

(Foto: © Ineta Alvarado/123RF)
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