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Martedì 18 Giugno 2019, ore 02.38
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Brexit, i Labour contro un secondo referendum

Giornata cruciale a Londra dove il Parlamento vota per rinviare la Brexit, i laburisti dicono no a un secondo voto popolare

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Altra giornata calda a Londra dove il Parlamento è chiamato a votare su alcuni emendamenti sulla Brexit, compresa la mozione del governo per un "rinvio breve"e una nuova ratifica sull’accordo voluto da Theresa May.

A fare scalpore però è stata la decisione dei laburisti di non voler sostenere un’altra mozione, accolta dallo John Bercow e firmata dal SNP, sulla possibilità di un nuovo referendum.

Nel corso del dibattito è stato Sir Keir Starmer, "ministro" della Brexit nel governo ombra dei Labour, ad affermare che il suo partito non sosterrà l'emendamento su un nuovo referendum perché "oggi si tratta di un altro problema", ritenendo che il voto potrebbe essere in violazione alle regole della Camera dei Comuni.

"L'idea di riportare l’accordo al voto per la terza volta, senza nemmeno la pretesa che qualcosa sia cambiato, oltre a, ovviamente, consumare più tempo, è un atto di disperazione”, ha dichiarato in merito alla mozione del governo.

La decisione non è piaciuta ai membri dello Scottish National Party. Il leader Ian Blackford si è rivolto direttamente a Sir Starmer in Aula chiedendo di non opporsi all’emendamento. "A questo punto temo che i labour vengano scoperti per quello che sono, una frode, e che stanno partecipando alla Brexit", ha dichiarato.

Nel frattempo il vicepremier di fatto David Lidington, parlando alla Camera, ha fatto capire che il governo non aspetterà a lungo e che, in caso di un altro no, l’esecutivo "faciliterà" nelle prossime settimane la ricerca di "maggioranze diverse" in Parlamento su ipotesi di accordo alternative a quella della premier.

Sulla Brexit è poi arrivato anche un tweet di Donald Trump che "non vede l’ora di negoziare un accordo commerciale su larga scala con il Regno Unito. Il potenziale è illimitato", scrive il presidente USA.
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