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Lunedì 23 Settembre 2019, ore 17.19
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Fed verso la conferma degli attuali tassi nonostante le pressioni di Trump

L'annuncio è atteso domani al termine della riunione del Fomc. Per gli analisti a prevalere sarà la "strategia dell'attesa"

Economia ·
(Teleborsa) - Al termine della riunione di due giorni di politica monetaria del Fomc, domani, la Federal Reserve deciderà sui tassi di interesse. L'annuncio verrà dato domani sera, in conferenza stampa, dal presidente della Fed Jerome Powell ma l'ipotesi più probabile è che, stabilendo un equilibrio tra la recente crescita economica Usa più forte del previsto e un'inflazione lenta, vengano confermati gli attuali tassi di interesse.

Una previsione supportata dal fatto che, nelle ultime settimane, non vi è stato da parte dei funzionari alcun segnale di modifica al tasso di riferimento overnight della banca centrale statunitense, attualmente fissato in un intervallo dal 2,25 al 2,50 percento. Secondo i mercati la Fed manterrà un approccio "paziente" e i dati compilati dal CME Group hanno messo le probabilità che la Banca centrale statunitense lasci invariati i tassi questa settimana al 97 percento.

Nonostante il pressing sulla Fed del presidente Donald Trump, l'ipotesi di un taglio, pur rimanendo sul tavolo, dovrebbe, per il momento, rimanere in stand by. Un eventuale ritocco al ribasso è stato escluso anche dagli analisti di Ing soprattutto alla luce del dato sul Pil, volato nel I trimestre al +3,2%. La maggior parte dei dati statunitensi in arrivo ha, infatti, sorpreso in modo positivo, diminuendo la probabilità che i funzionari siano costretti a tagliare i tassi come richiesto da Trump.

Variabile determinante rimane l'inflazione: un abbassamento dei tassi potrebbe avvenire solo se restasse per un periodo prolungato sotto al 2%. Viceversa, secondo gli analisti, la Fed terrà a freno gli aumenti dei tassi finché non sarà evidente che l'inflazione si sta spostando più in alto.

Rispetto alla dichiarazione di metà marzo della Fed "non prevediamo un grande cambiamento di tono" ha affermato l'economista di JP Morgan, Michael Feroli, in un'anteprima dell'incontro di domani. Per Feroli da parte dei responsabili delle politiche vi sarà probabilmente "più ottimismo sulla crescita ma una lettura più cauta dei recenti sviluppi inflazionistici".

La Fed ha alzato i tassi quattro volte l'anno scorso e fino a dicembre ha previsto ulteriori aumenti quest'anno. Il cambio di strategia è stato determinato dalla volatilità nei mercati azionari e obbligazionari alla fine dello scorso anno, da un'inflazione debole e dai segnali di un rallentamento economico globale.
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