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Tassi USA, membri Fed divisi su politica banca centrale

Rosengren (Boston) non vede richiami evidenti per intervenire, al contrario Bullard (St. Louis) apre ad un possibile taglio del costo del denaro

Finanza ·
(Teleborsa) - "Non ci sono ragioni, per la Federal Reserve, per cambiare la politica sui tassi d'interesse". Ne è convinto Eric Rosengren, capo della Federal Reserve di Boston. Parlando all'Economic Club di New York, il banchiere ha detto che la politica sui tassi della banca centrale americana è, ora, "leggermente accomodante e sta aiutando a tornare ad un tasso d'inflazione del 2%, obiettivo della Fed".



Il governatore di Boston ha, poi, sottolineato che la crescita economica statunitense "sarà probabilmente più lenta" quest'anno di quella del 2018, ma comunque "sufficiente per far calare ancora la disoccupazione".

Di diverso avviso è James Bullard, presidente della Federal Reserve Bank di St. Louis. Un'ulteriore debolezza dell'inflazione - ha spiegato il banchiere - potrebbe spingere l'istituto guidato da Jerome Powell a tagliare il costo del denaro anche se la crescita economica mantenesse il proprio slancio.

Stasera saranno pubblicati i verbali della banca centrale americana relativi alla riunione di inizio maggio che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sull'atteggiamento mostrato dalla Fed.

I tassi d'interesse sono stati alzati quattro volte nel corso del 2018, poi, contrariamente alle prime stime, si è deciso di mantenerli fermi in questi mesi del 2019.

(Foto: Stefan Fussan)
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