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Giovedì 22 Agosto 2019, ore 10.48
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Governo, scontro sui tempi della crisi: Senato vota sul calendario

Oggi, martedì 13 agosto alle 18.00. Asse M5s-PD contro Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Salvini ritira i ministri?

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Prosegue l’estate nera della politica italiana, con un timing serrato e incalzante. Il Senato è convocato oggi, martedì 13 agosto alle ore 18, per il voto sul calendario dei lavori. A riferirlo, ieri, l’ufficio stampa di Palazzo Madama al termine della conferenza dei capigruppo che, come atteso, non ha raggiunto l’unanimità sull’agenda della crisi di Governo. La capigruppo ha fissato per il 20 agosto le comunicazioni del Premier Giuseppe Conte.
Slitta, invece, alle 19 la capigruppo della Camera prevista inizialmente per oggi alle 12, dunque dopo il voto dell’aula del Senato sul calendario. Lo riferisce Montecitorio.

ASSE M5S – PD – A quanto si apprende, secondo calcoli del Pd, oggi in Aula al voto potrebbero essere presenti - al netto di chi non riuscirà a rientrare dalle vacanze - 102 senatori M5s su 107, 45 Dem su 51 e 12 senatori del Misto: in totale 159 parlamentari, contro i 136 voti potenziali di Lega, Fi e Fdi. L'asse nuovo di zecca M5s, Dem, Leu più altri del Misto, potrebbe dunque approvare il suo calendario e programmare l’informativa di Conte non prima della prossima settimana. Una mossa questa che farebbe infuriare Salvini, Forza Italia e Fratelli d’Italia, in pressing per votare la sfiducia a Conte prima di Ferragosto, già il 14.

UNA CRISI "ANOMALA" – Una crisi inaspettata quanto complicata e anomala. Fin qui, infatti, tanti scenari aperti, nessuna certezza. Basti pensare che, allo stato attuale, tutte le "pedine" dello scacchiere gialloverde sono ancora saldamente al loro posto. Il Premier Conte, sfiduciato dalla Lega, è al timone di un Governo che di fatto non c’è più mentre Di Maio invita Salvini – anche lui in carica- a ritirare i suoi ministri. Appello, per ora, caduto nel vuoto.

TUTTI INVOCANO MATTARELLA – Sullo scenario, incertissimo, aleggia la figura di garanzia, mai come in questo caso, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: invocato da tutti, prosegue – per ora – nella sua linea di arbitro silenzioso in questa crisi agostana.

Una distanza, fisica e metaforica, resa plasticamente dalla scelta di concedersi una pausa all’Ammiragliato della Maddalena, in Sardegna: pochi giorni di vacanza prima di entrare ufficialmente in campo, nel momento più opportuno quando cioè il quadro generale sarà – se non chiaro – quantomeno più definito.

Sic stantibus rebus, infatti, ancora molte (troppe) le incognite da sciogliere: solo dopo lo svolgimento del dibattito sulle comunicazioni del Premier Conte, le decisioni dei partiti, e un eventuale voto, il Capo dello Stato – in cima alla lista dei cui pensieri c’è senza dubbio la tenuta dei conti pubblici – deciderà cosa fare.
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