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Mercoledì 20 Novembre 2019, ore 15.08
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Open Arms: per trasferimento in Spagna Viminale studia ipotesi trasbordo migranti su navi militari

La Ong accetta il trasferimento: "Soluzione incomprensibile. Italia e Spagna si assumano la responsabilità di garantire, mettendo a dispozione tutti i mezzi necessari, che queste persone finalmente sbarchino in un porto sicuro"

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Sembrerebbe vicina la svolta sulla Open Arms, la nave della Ong spagnola ferma al largo di Lampedusa, con a bordo 107 migranti. "Una decisione incomprensibile", la definiscono. Ma, alla fine non senza riserve, Open Arms ha accettato l'offerta dell'Italia di accompagnare la nave al porto di Minorca, nelle Baleari messo a disposizione dal Premier spagnolo Sanchez. Al Viminale tecnici al lavoro per studiare una soluzione che prevede l'utilizzo di navi militari per trasferire i migranti in Spagna, come accadde in passato per la Aquarius.

OPEN ARMS: ITALIA E SPAGNA SI ASSUMANO RESPONSABILITA', CI DIANO MEZZI PER SBARCARE - "Dopo 18 giorni di stallo, Italia e Spagna sembrano finalmente aver trovato un accordo, decisione che ci appare del tutto incomprensibile - commenta, per nulla soddisfatto, Riccardo Gatti, presidente di Open Arms. Con la nostra imbarcazione a 800 metri dalla costa di Lampedusa, gli Stati europei stanno chiedendo a una piccola Ong come la nostra di affrontare 590 miglia e tre giorni di navigazione in condizioni metereologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate a bordo e 19 volontari molto provati che da più di 24 giorni provano a garantire quei diritti che l'Europa nega. Se davvero un accordo è stato trovato, è indispensabile che Italia e Spagna si assumano la responsabilità di garantire, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari, che queste persone finalmente sbarchino in un porto sicuro".

LA PROPOSTA DI GATTI - Per questo lancia una proposta: "Per dare dignità ai naufraghi potrebbero trasferirli a Catania e da lì in aereo portarli a Madrid. Affittare un boeing per 200 persone viene 240 euro a passeggero. La soluzione Acquarius, lo scorso anno, per una nave della guardia costiera è costata 250 mila euro mentre la spesa per l'altra nave neanche si è saputa".
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