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Lunedì 16 Settembre 2019, ore 05.59
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Tassa contanti, Visco: "Proposta di Confindustria non serve a molto"

Dopo le critiche mosse da Confesercenti anche l'ex ministro delle Finanze boccia l'idea della commissione del 2% sui prelievi oltre 1500 euro

Economia ·
(Teleborsa) - Incentivi all'uso della moneta elettronica e disincentivi all'uso del contante. In vista della prossima legge di bilancio, la proposta operativa avanzata dal Centro studi di Confindustria nell'ambito del dibattito su come recuperare gettito fiscale fa discutere.

Nello specifico – come spiega Confindustria in una nota – si propone un primo intervento di sconto sulle transazioni elettroniche, con un credito di imposta del 2% al cliente che paga con carta di pagamento, e un secondo intervento costituito da una commissione sui prelievi di contante. La proposta – sottolinea il Csc – non comporta oneri aggiuntivi netti per la finanza pubblica e può dare "un recupero di gettito attraverso la riduzione dell'evasione fiscale". "Sembra ragionevole assumere di esentare i prelievi mensili fino a 1.500 euro: ciò si traduce in un'esenzione dalla commissione per il 75% dei conti italiani. Applicando una commissione del 2% sui prelievi eccedenti tale soglia – stima Confindustria – si avrebbe un gettito annuale di circa 3,4 miliardi".

Un meccanismo che, tuttavia, non piace a Confesercenti per la quale la tassa sui contanti "non è la strada giusta " e finirebbe con il tradursi in "una stangata da miliardi di euro sui consumatori, che concorrerebbe sicuramente a deprimere ancora di più la spesa delle famiglie, già in rallentamento". Meglio – spiega l'associazione imprenditoriale – "incentivare l'utilizzo di carte di credito e bancomat, con agevolazioni per i consumatori e minori costi per le imprese".

Contro la proposta, oggi, si è espresso anche l'economista, ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco. "La proposta di Confindustria su contanti non serve a molto. Se uno mette una tassa del 2% sul prelievo, questa viene aggirata comodamente. Dopodiché l'evasione non dipende soltanto dall'uso del contante al consumo, gran parte dell'evasione avviene senza contante, semplicemente manipolando i bilanci delle imprese", ha affermato Visco. "Tuttavia – ha aggiunto l'economista – evitare l'uso del contante è giusto, uno dei principali delitti del governo Renzi fu quello di alzare la soglia da mille a tremila euro. Il messaggio era chiarissimo: rendere più facile non solo l'evasione fiscale ma anche il riciclaggio. Se si vuole risolvere la questione dell'evasione si può fare, dal punto di vista tecnico non ci sono grandi difficoltà. La fatturazione elettronica è stata fatta male, senza sanzioni, limitata, ma nonostante ciò sta dando risultati rilevanti", ha concluso.












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