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Martedì 19 Novembre 2019, ore 18.45
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Scuola, il Consiglio dei Ministri approva decreto "salvaprecari"

Verranno stabilizzati 24 mila precari che abbiano insegnato nella scuola statale per almeno 36 mesi, anche non consecutivi

Economia, Scuola ·
(Teleborsa) - Buone notizie per il mondo della scuola. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti.

"Il decreto, al fine di porre rimedio alla grave carenza di personale di ruolo nelle scuole statali e ridurre il ricorso a contratti a termine, prevede che entro il 2019, contestualmente al concorso ordinario, si bandisca una procedura straordinaria per titoli ed esami per docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, organizzata su base regionale e finalizzata alla definizione di una graduatoria distinta per regione e classe di concorso, nonché per l'insegnamento del sostegno, per complessivi 24 mila posti, riservata ai precari che abbiano insegnato nella scuola statale per almeno 36 mesi, anche non consecutivi.

Il testo prevede, infine, misure per dare l'avvio al reclutamento di dirigenti tecnici per assicurare la funzionalità delle istituzioni scolastiche, la proroga da sei a nove anni della scadenza della validità delle abilitazioni scientifiche nazionali e l'esenzione dall'obbligo di ricorrere al mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA) per l'acquisto di beni e servizi funzionalmente destinati all'attività di ricerca per gli Atenei e le Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM)".

Sancito lo stop delle impronte digitali per i presidi.

Soddisfatto il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti: Abbiamo approvato "un decreto-legge che dimostra la grande volontà di questo Governo di combattere il precariato nella scuola garantendo il numero più alto possibile di cattedre a partire da settembre 2020. É un impegno preciso quello di mettere la scuola davvero al centro del Paese perché è dalle scuole che comincia la costruzione di una nuova società".
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