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Lunedì 17 Febbraio 2020, ore 14.42
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Dagli scali la nuova Milano: verso le Olimpiadi invernali 2026

Il Comune di Milano e FS Sistemi Urbani presentano il progetto di riqualificazione degli scali ferroviari dismessi

Economia, Trasporti ·
(Teleborsa) - Sette scali ferroviari dismessi, trasformati in altrettante nuove aree urbane dedicate a verde, innovazione, social housing e sviluppo della natura della città di Milano. L'incontro pubblico, organizzato da FS Sistemi Urbani col patrocinio di Regione Lombardia, ha visto la partecipazione del Presidente Attilio Fontana, del Sindaco di Milano Giuseppe Sala e dell'Assessore Pierfrancesco Maran. I risultati sono stati presentati dal Presidente di FS Sistemi Urbani Carlo de Vito e dall'AD Umberto Lebruto.

Focus dell'incontro, i risultati dell’Accordo di programma, sottoscritto nel 2017 da Comune di Milano, Regione Lombardia, FS Italiane, con RFI e FS Sistemi Urbani, e Savills Investment Management Sgr, per la riqualificazione dei sette scali ferroviari dismessi del capoluogo lombardo: Farini, Porta Romana, Porta Genova, Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo, San Cristoforo. Sette ex scali ferroviari che insieme occupano una superficie di 1 milione e 250 mila metri quadrati, il 65% dei quali saranno destinati ad aree verdi. Si tratta di spazi che un tempo erano appunto destinati alla gestione del traffico ferroviario merci, e che con il cambiamento delle esigenze di trasporto, sono inutilizzati ormai da qualche decina di anni.


Questi spazi avrebbero potuto facilmente prestarsi alla tanto diffusa “speculazione edilizia”. Il Comune di Milano ha invece scelto di spingere su qualità e innovazione, anche in vista delle Olimpiadi 2026. Sarà infatti lo scalo di Porta Romana a ospitare il Villaggio Olimpico, la cui costruzione è stata inserita nel bando di vendita. È questo infatti il luogo che costituisce la vera sfida per la città e per il Gruppo Ferrovie dello Stato, essendo uno snodo nevralgico nello sviluppo della città, in un vicino futuro, ma anche molto impegnativo da un punto di vista costruttivo. Chi acquisterà lo scalo di Porta Romana avrà quindi l'onere di costruire il Villaggio che ospiterà’ i partecipanti ai Giochi, l'onore di contribuire alla creazione della nuova veste di Milano dopo undici anni dalla "rivoluzione" Expo. E l'opportunità di investire in un'area di 216 mila mq che, complice la nuova torre A2A e la fondazione Prada nelle vicinanze, è sicuramente estremamente appetibile da un punto di vista immobiliare. Anche se il Villaggio Olimpico dovrebbe essere convertito in social housing e residenze universitarie.

Come per tutti gli altri scali, l'assessore Maran ha promesso che il 65% delle rispettive superfici delle ex infrastrutture ferroviarie sarà destinata ad aree verdi, mentre le aree edificabili saranno destinate anche a social housing ed edilizia convenzionata. L’obiettivo, sostiene l'assessore, è quello di ricucire e connettere tutta la cittadinanza a prescindere dalla capacità economica.

Il file rouge che unisce i sette scali dismessi milanesi è integrazione e sostenibilità: lo scalo Farini ospiterà un parco da 25 ettari, lo scalo Greco Breda sarà la sede del primo progetto di housing sociale a impatto zero, mentre gli scali di Lambrate, Rogoredo e Porta Genova seguiranno le direttive green già stabilite dal Comune. Per quest'ultimo il masterplan è ancora in stesura.

Il piano del Comune è ambizioso e il supporto di FS Sistemi Urbani attivo e puntuale. Resta ora da vedere quale sarà il vero impatto di questi interventi sulla qualità effettiva della città, e in particolare sul mercato immobiliare.
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