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Lunedì 30 Marzo 2020, ore 18.26
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Il tragico "svio"del Frecciarossa nel lodigiano: indagati 5 tecnici RFI

La "squadra" proveniente da Piacenza per l'ordinaria manutenzione notturna in quel tratto di rete AV non avrebbe controllato adeguatamente la conclusione del lavoro

Economia, Trasporti ·
(Teleborsa) - Confermata l'ipotesi investigativa dell'errore umano. Per il disastro del "Frecciarossa 1000" Milano-Salerno deragliato alle 5,34 di mercoledì 5 febbraio in piena velocità a Ospedaletto Lodigiano con poco più di 30 persone a bordo all'altezza del Pm (Posto di Movimento) di Livraga, la Procura di Lodi ha iscritto nel registro degli indagati 5 dipendenti di RFI, 4 tecnici e un caposquadra incaricati della sostituzione di un elemento del deviatoio fortemente sospettato di aver provocato l'incidente. I "cinque", appartenenti a una "squadra" di Piacenza, per il momento sono stati destinati "ad altri incarichi" dai vertici di Rete Ferroviaria Italiana nell'attesa che si chiarisca la loro posizione. Intanto oggi a Lodi saranno "ascoltati" dai magistrati che conducono l'inchiesta.

Convocati dal Procuratore Domenico Chiaro anche i responsabili della sicurezza di RFI e quanti, dalla sala controllo di Bologna avevano dato il "via libera" da remoto al 9595 partito alle 5,10 da Milano Centrale e 10 minuti dopo dalla stazione Rogoredo. L'intervento della squadra di Piacenza faceva comunque parte della consueta manutenzione programmata che ogni notte, da mezzanotte sino intorno alle 5 del mattino, quando Frecce e Italo non prestano servizio, è attiva per la sicurezza dell'intera rete Alta Velocità. Nel caso di Ospedaletto Lodigiano si era trattato di smontaggio, pulizia e sostituzione di elementi degli scambi che permettono al materiale viaggiante di accedere ai binari di servizio. Secondo quanto è trapelato, al termine dell'intervento sarebbe stata riscontrata un'anomalia che non rilevava quale fosse la reale "posizione" dello scambio. Anomalia che aveva portato i 5 tecnici a "isolare elettricamente" il deviatoio mantenendolo fisso in posizione rettilinea.

Dagli accertamenti sarebbe emerso che l'operazione di manutenzione si è conclusa intorno alle 4,30, ma senza tuttavia provvedere a un ultimo controllo del "fissaggio" del pezzo rimontato. Controllo peraltro previsto dalla procedura e indispensabile per confermare al centro di controllo di Bologna che tutto era posto. Conferma che sembrerebbe in ogni caso "concessa" per via informatica sia ai "controllori" a terra nel capoluogo emiliano che ai macchinisti in viaggio sull'ETR 1000. Disattenzione e leggerezza? In ogni caso indicazioni che hanno fatto si che sullo schermo in dotazione ai 2 macchinisti poi deceduti nello schianto, Dicuonzo e Cicciù, apparisse la scritta "deviatoio 05 disalimentato e confermato in posizione normale". Ovvero l'impossibilità di evitare il disastro di un treno lanciato a 290 chilometri l'ora.

I sindacati dei ferrovieri, che ieri avevano indetto due ore di sciopero (dalle 12 alle 14) in segno di lutto e di protesta, in un incontro con l'Azienda, hanno ottenuto che la paga trattenuta a ciascun dipendente che ha aderito all'astensione dal lavoro sia devoluta alle famiglie dei due macchinisti morti nell'incidente.

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