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Mercoledì 8 Aprile 2020, ore 21.49
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Scuola, classi pollaio: passa ancora un emendamento al Milleproroghe

Condiviso da Anief per avere non più di 22 alunni

Economia, Scuola ·
(Teleborsa) - Trova il via libera della commissione parlamentare l'emendamento del M5S al decreto Milleproroghe con cui si intende porre un freno alle classi numerose: vengono stanziati 55 milioni di euro in tre anni per intervenire laddove il numero di iscritti sia superiore a 22 alunni, ridotti a 20 in presenza di studenti con grave disabilità certificata.

Le prime ad essere interessate saranno le scuole secondarie di secondo grado, con le risorse che saranno ripartite su base regionale.

Il ministro Lucia Azzolina ha scritto su Facebook: "Le classi pollaio sono una mia battaglia da sempre. Mi sono spesa su questo tema da parlamentare, da Sottosegretaria, voglio continuare da Ministra. Nel Milleproroghe un primo risultato: oltre 55 milioni di euro per aumentare l’organico e diminuire così il numero di alunni nelle classi a partire da quelle dove ci sono ragazzi con disabilità. Cominciamo dalla scuola secondaria di secondo grado. Una misura per l’inclusione, a favore della qualità della didattica e anche contro la dispersione. Un primo, ma importante, passo".

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, "finalmente si comincia a muovere qualcosa su un tema che ha visto l’attuale ministro Azzolina da parlamentare intervenire espressamente con una proposta di legge. In presenza di alunni con sostegno, la soglia massima di 20 alunni deve essere imprescindibile. Senza più deroghe. Il testo approvato, assieme alla scomparsa degli organici di fatto, alla costituzione del tempo pieno in tutte le province e alla valorizzazione del personale docente, attraverso stipendi finalmente adeguati al ruolo e l’adozione di carriere professionali sino ad oggi negate, oltre che quelle dell’azzeramento del precariato e della costituzione di un reclutamento finalmente equo, è uno dei passaggi centrali per il rilancio della nostra scuola pubblica. Dopo che nell'ultima Legge di Bilancio non è stato speso un euro per ridurre il numero di alunni per classe, si tratta di un apprezzabile segnale di inversione di tendenza".
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