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Sabato 30 Maggio 2020, ore 21.10
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Coronavirus, Prometeia: Nel 2020 PIL italiano in caduta e debito in crescita

Nell'ultimo rapporto l'Istituto di previsione sottolinea la necessità di "un forte e tempestivo piano a livello europeo"

Economia ·
(Teleborsa) - Brusca frenata per la crescita dell'Italia nel 2020. A dirlo sono le nuove stime di Prometeia – uno dei tre istituti di previsione che fanno parte del panel dell'Ufficio parlamentare di bilancio – alla luce degli effetti dell'emergenza coronavirus. Uno shock che, quest'anno, porterà il PIL italiano in caduta del 6,5% e il debito pubblico al 150% del PIL.

Da inizio maggio, secondo la società di consulenza, avverrà una lenta e selettiva rimozione dei blocchi produttivi. Il rimbalzo sarà solo graduale verso l'autunno, portando al +3,3% nel 2021 e al +1,2% nel 2022. In uno scenario che, per il 2020, stima il PIL mondiale a -1,6%, le politiche monetarie della Bce allenteranno le tensioni sui titoli di Stato italiani nel breve periodo ma – sottolinea Prometeia – "l'intervento fiscale del governo non potrà che essere limitato nel sostenere la domanda". A fine 2020 il deficit/Pil avrà, infatti, raggiunto il 6,6% e il debito/Pil il 150%. Nel medio periodo l'Italia dovrà, dunque, convivere con un elevato livello di disavanzo pubblico.

Un quadro di recessione globale, la più profonda dal secondo dopoguerra, che vede il nostro Paese – con un settore servizi e turismo caratterizzato da piccole e medie imprese, e un settore pubblico con un debito già elevato – tra gli Stati più fragili. Dopo la crisi finanziaria del 2008, in cui l'Italia ha lasciato sul terreno, per non recuperarlo mai del tutto, un pezzo importante della crescita, anche in questa crisi il nostro Paese lascerà, dunque, indietro una parte rilevante della propria crescita che negli anni a venire, secondo le previsioni, recupererà solo parzialmente.

Dal momento che nessun paese potrà uscire da solo dalla crisi, per Prometeia "è necessario – si legge nel Rapporto – un piano congiunto europeo per fronteggiare l'emergenza e programmare il rilancio, altrimenti l'Europa rischia il proprio futuro. Il mantenimento della stabilità macroeconomica nell'Eurozona (Pil 2020 -5,1%; Pil 2021 +3,4%) – sottolinea l'Istituto – verrà garantita solo in un quadro di maggiore condivisione a livello europeo degli oneri della crisi sanitaria e dei suoi effetti". La natura dello shock, simmetrico ed esogeno, necessita, dunque, di una "risposta comune sia nel fronteggiare l'aumento di spese legato alle esigenze immediate sia per sostenere la ripresa dell'economia reale". Finanziare queste spese con emissioni di titoli europei – scrive la Società – "permetterebbe di ridurne l'onere sui bilanci nazionali e di fare anche un passo in avanti verso la creazione di quel safe asset continentale che potrebbe favorire la diversificazione del rischio dei sistemi finanziari". Di contro "non procedere su questa strada rischierebbe di indebolire il progetto europeo, mettendone a rischio il futuro".





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