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Recovery Fund, Ferretti: "Accordo europeo sarà win-win"

L'economista analizza pro e contro della proposta franco-tedesca sul Fondo europeo per la ripresa

Economia ·
(Teleborsa) - "Quella relativa alla proposta franco-tedesca sulla costituzione di un Fondo europeo per la ripresa è una partita che non si gioca tanto a Roma, dove si continua a litigare, ma a Bruxelles, sede della Commissione, e a Francoforte, sede della Bce". Nonostante il dibattito che continua a imperversare in Europa tra "i 4 Frugali" (Austria, Olanda, Danimarca e Svezia) e l'asse Merkel-Macron, alla fine, secondo l'economista e docente Innovation Academy Trentino Sviluppo, Andrea Ferretti, "si raggiungerà un accordo win-win".




LA PROPOSTA MERKEL-MACRON – "I due leader, senza aspettare le proposte della Commissione europea sul Recovery Fund che arriveranno a breve (l'annuncio è previsto per il prossimo 27 maggio, ndr), hanno elaborato una loro autonoma proposta. In estrema sintesi l'idea – spiega Ferretti – è quella che sia la Commissione stessa a emettere dei bond con garanzia europea tripla A, per reperire sul mercato i fondi necessari per prossima fase della ricostruzione".

PUNTI DI FORZA – Diversi, per l'economista, i punti di forza a favore del progetto franco-tedesco. "Gli importi reperiti sui mercati non verranno poi concessi ai vari Stati sotto forma di prestito ma sotto forma di sovvenzioni, di contributi a fondo perduto che è esattamente ciò che chiedevano i Paesi più indebitati come l'Italia. Questo ulteriore indebitamento graverà sul bilancio europeo 2021-2027 e non andrà, quindi, a gravare sul debito pubblico dei diversi Paesi richiedenti. Il terzo punto da non trascurare – per Ferretti – è che queste risorse reperite con i bond della Commissione verrano poi girate ai Paesi non sulla base di quote già predefinite ma in relazione alle effettive necessità finanziarie conseguenti ai danni derivanti dalla pandemia. Infine, queste risorse reperite sui mercati verranno gestite a livello europeo e canalizzate Paese per Paese verso investimenti e riforme strutturali."

PUNTI DI DEBOLEZZA – Punto a sfavore della proposta, è – continua Ferretti – innanzitutto l'ammontare delle somma stanziata. Per l'economista "500 miliardi, ancorché a fondo perduto sono probabilmente un po' pochi rispetto a quei mille-mille e 500 miliardi stimati come necessari per la seconda fase della ricostruzione. Nella prossima proposta della Commissione europea ci sarà la necessità di prevedere almeno ulteriori 500 miliardi di prestito a lunga durata e a condizioni particolarmente favorevoli per i Paesi che ne dovessero fare richiesta".

CONCLUSIONI – "Sono sicuro – afferma Ferretti – che nonostante le perplessità dei Paesi del Nord si arriverà a un buon accordo. Anche perché sarà un accordo in modalità win-win, nel senso che vinceranno un po' tutti: vincono i Paesi più indebitati come Italia e Spagna che riceverebbero anche dei contributi a fondo perduto; vincono Paesi come Germania e Francia che hanno ribadito la loro leadership in quella che sarà l'Europa post-pandemica; ma vincerà anche l'Olanda che, deponendo, le armi otterrà probabilmente che venga spento il faro sulle sue pratiche di attrazione fiscale che – conclude l'economista – ci costano ogni anno circa 70 miliardi di euro".
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