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Commissione Ue: verrà garantito il diritto al rimborso per i voli cancellati

L'Italia ha già risposto all'avviso sul rischio di procedura d'infrazione per la questione voucher.

Economia, Trasporti ·
(Teleborsa) - La Commissione europea farà rispettare il diritto comunitario nei confronti degli Stati membri in merito alla garanzia per i passeggeri di poter scegliere il rimborso pieno del biglietto aereo invece dei voucher in caso di voli cancellati durante la crisi da Coronavirus.

A ribadirlo sono stati i portavoce dell'organo esecutivo dell'Ue durante un un briefing online per la stampa. "Due settimane fa – ha ricordato Christian Wigand, portavoce per gli Affari giuridici – la Commissione ha adottato delle raccomandazioni sull'uso dei voucher e inviato delle lettere a tutti gli Stati membri per garantire che la legislazione Ue sia rispettata. Nelle lettere, si spiegava come usare i voucher, e per 13 paesi si esprimeva preoccupazione" su possibili violazioni delle norme sui diritti dei passeggeri.

"Ad oggi abbiamo ricevuto 12 risposte, che stiamo analizzando, e stiamo aspettando le altre. Non esiteremo ad agire per assicurare il pieno rispetto" della legislazione Ue, ha concluso il portavoce.

"Le regole per tutelare i passeggeri sono chiare: se comprano un biglietto e la compagnia aerea annulla il volo, hanno diritto al rimborso o al re-routing (un'opzione difficilmente praticabile in questo caso), e devono sempre poter rifiutare l'offerta dei 'voucher', che possono pero' essere corretti" e resi più interessanti", per esempio "accompagnandoli con un'assicurazione contro il fallimento della compagnia, rendendoli trasferibili o ancora aumentandone il termine di validità. Comunque, deve sempre essere possibile l'opzione del rimborso", ha spiegato il portavoce per Salute e Trasporti, Stefan de Keersmaecker.

Il portavoce ha poi precisato che 10 paesi fra quelli che hanno già risposto alla Commissione (Italia, Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Spagna, Croazia, Lussemburgo, Malta, Polonia e Olanda) fanno parte del gruppo di 13 avvisati del rischio di una procedura d'infrazione. Gli altri due Stati membri che hanno risposto, pur non rischiando procedure, sono la Germania e la Finlandia.
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