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Climate Council, Australia: "Con piano verde 78mila posti di lavoro"

Elaborato AlphaBeta prevede un investimento di 22 miliardi di dollari australiani per uscire dalla recessione post coronavirus

Ambiente, Economia, Sostenibilità ·
(Teleborsa) - Con un ampio piano di stimolo volto a rilanciare l'economia affrontando allo stesso tempo la crisi climatica, nell'Australia post-pandemia si potrebbero creare 78mila posti di lavoro in tre anni. È quanto emerge da un'analisi commissionata dall'ente federale Climate Council.

Secondo il rapporto dei consulenti AlphaBeta la ricetta vincente si basa su una combinazione di investimenti pubblici e privati di 22 miliardi di dollari australiani (13,4 miliardi di euro). Il piano si concentra su 12 aree di intervento, fra cui progetti su larga scala di energia rinnovabile, ripristino di ecosistemi degradati, trattamenti più efficienti di scarti organici, adeguamento energetico di edifici pubblici ed espansione delle reti di veicoli elettrici.

Nel dettaglio, il 70% dei posti di lavoro sarebbero nel campo delle costruzioni e in ruoli di supporto amministrativo, il 42% basato in aree regionali e quasi un terzo richiederebbe "poco addestramento". Il nuovo modello di programmazione prevede uno stimolo governativo concentrato sulle energie rinnovabili da affiancare ad altri piani di stimolo nel mondo che puntano sul taglio delle emissioni di gas serra a discapito del rafforzamento delle industrie basate su combustibili fossili.

"La ricerca – spiega il direttore di AlphaBeta, Andrew Carlton – propone progetti di stimolo che privilegiano la ripresa economica facendo leva su investimenti privati e sulla transizione verso le energie pulite, con l'ulteriore obiettivo di ridurre i costi nel lungo termine". L'analisi suggerisce investimenti in sviluppi su scala pilota basati su energia da idrogeno, che fornirebbero i maggiori benefici all'economia, con quattro dollari di investimenti privati per ogni dollaro pubblico investito. Impianti solari ed eolici – sempre secondo lo studio – attrarrebbero tre dollari di investimenti privati per ogni dollaro pubblico, mentre il rapporto sarebbe di due dollari a uno per gli investimenti in infrastrutture per veicoli elettrici, nel miglioramento della raccolta di rifiuti e in progetti energetici di piccola scala su base comunitaria.

Un insieme di misure che porterebbe a una pulita economia australiana, che, attualmente, ha un tasso di emissioni del 43% più intensivo rispetto alla media dei paesi Ocse.

"Il piano di AlphaBeta – ha commentato la direttrice esecutiva del Climate Council, Amanda McKenzie – può avviare l'Australia su un percorso pratico, ricco in posti di lavoro e concentrato sulle aree di maggior bisogno. È una soluzione vincente per tutti".


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