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Whirpool, azienda conferma stop a Napoli. Esplode rabbia lavoratori

Sindacati: Governo impugni e faccia rispettare accordo 2018. Conte ai lavoratori: “Terremo duro sulla vertenza, siamo al vostro fianco"

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Dal primo novembre stop alla produzione nello stabilimento Whirlpool di Napoli. Lo ha comunicato ufficialmente, con una lettera ai dipendenti la Direzione di Whirlpool Emea.



Nella missiva la Direzione dell'azienda comunica "la cessazione di tutte le attività produttive presso lo stabilimento di Napoli, con effetto alle ore 00:01 del primo novembre 2020. Da tale momento i dipendenti saranno esentati dal rendere la propria prestazione lavorativa presso il sito, fermo restando il mantenimento del rapporto di lavoro in essere. Con effetto dal primo novembre, l'azienda pagherà la piena retribuzione ai dipendenti fino al 31 dicembre 2020 con riserva di ulteriori valutazioni successive a tale data".

In corso, intanto, l'incontro in videoconferenza tra Premier Conte e Sindacati sul dossier. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, il Presidente del Consiglio, che ieri ha sentito l'AD Blitzer, avrebbe detto che gli "ha confermato che non riescono a offrirci una soluzione di continuità industriale" per il sito di Napoli.

Sempre secondo le stesse fonti il Presidente del Consiglio avrebbe aggiunto che "abbiamo messo a disposizione qualsiasi soluzione economica e di aiuti come decontribuzione, equity, contratti di sviluppo, fondi Industria 4.0 e garanzia SACE. Abbiamo messo a disposizione tutto, ma Blitzer ha spiegato che non riescono a creare una prospettiva industriale per Napoli per rendere competitiva la produzione".

"Ricorreremo in ogni sede europea e anche giudiziaria per far valere l'accordo del 2018". E' quanto avrebbe affermato il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, nel corso dell'incontro. "L'AD Blitzer ha detto che non ci sono margini per continuare la produzione a Napoli ma ha confermato gli impegni Whirlpool per gli altri stabilimenti italiani. Non abbiamo strumenti cogenti per impedire il disimpegno dell'azienda (su Napoli, ndr). Rimane il tavolo permanente di crisi al MiSE".

Esplode la rabbia dei lavoratori con i Sindacati sul piede di guerra. "Ancora non conosciamo le motivazioni che spingono Whirlpool a chiudere Napoli. Ci sentiamo traditi, noi non molliamo. Il Governo non può limitarsi a dire che il board americano non è disponibile a trovare soluzione per Napoli. Non può dirsi impotente. Chiediamo al Governo di dire come pensa di far rispettare sovranità nazionale. Il tavolo tecnico permanente non capiamo a cosa serva. Le lavoratrici e i lavoratori faranno tutto quello che è nelle loro possibilità. Noi quella fabbrica non la molliamo". Lo dichiara Rosario Rappa, segretario generale della Fiom-Cgil Napoli.

Parla di chiusura "ingiustificata" la leader della Fiom, Francesca Re David, sottolineando che "la rabbia dei lavoratori è altissima". "L'azienda ha presentato il piano industriale sulla base di un accordo che dopo 5 mesi non esiste più. La pretesa di Whirlpool di dire che il piano è comunque rispettato, ci fa ragionare sulla limpidezza dell'azienda nei confronti del sindacato ma anche del Governo. Whirlpool ha reso noto l'andamento di mercato, e le vendite sono aumentate come anche il fatturato. L'azienda è fortemente in salute. La chiusura di Napoli è ingiustificata da ogni punto di vista", spiega Re David.

"Il Governo deve impugnare e far rispettare a tutti i costi l'accordo del 2018 firmato al MiSE da Whirlpool coinvolgendo ogni sede istituzionale europea e mondiale. La chiusura di Napoli potrebbe rappresentare l'inizio di una vera epidemia di licenziamenti". Lo dice il leader della Uilm, Rocco Palombella sottolineando che "bisogna fare qualsiasi cosa per far continuare la produzione a Napoli, il Governo deve dirci come vuole far proseguire l'attività industriale e come salvaguardare tutti i lavoratori".

Intanto, il Premier Conte ai lavoratori: "Terremo duro sulla vertenza, siamo al vostro fianco".
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