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Lira turca a picco. Erdogan "licenzia" governatore banca centrale Agbal

Al suo posto nomina l'economista Sahap Kavcioglu vicino al partito e alla sua "teorica economica"

Finanza ·
(Teleborsa) - L'inflazione galoppante, le politiche restrittive della banca centrale e il corto circuito governo-banca centrale mandano al tappeto la Lira turca, che crolla sui mercati questa mattina. La valuta turca viene scambiata a 8,63, nuovo record minimo contro il biglietto verde, che porta la variazione rispetto al 7,22 di venerdì scorso a -19,5%.



Il nuovo crollo della lira turca è stato innescato dalla decisione del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan di "licenziare" il governatore della Banca centrale turca Naci Agbal, dopo appena cinque mesi di lavoro. Si tratta del quarto cambio attuato da Ergogan da luglio 2019 a testimoniare l'insofferenza del Presidente nei confronti dell'autonomia della banca centrale. E infatti, al posto di Agbal è stato "piazzato" l'economista Sahap Kavcioglu, molto vicino al partito del Presidente.

Sulla scelta pesa il regime autoritario del Presidente Erdogan e la sua personalissima teoria economica, che vede in un taglio die tassi lo strumento più efficace per combattere l'inflazione galoppante. Una teorica più volte esplicitata dal Presidente, che ha recentemente etichettato gli alti tassi d'interesse come "la madre di tutti i mali".

La teoria economica tradizionale, seguita dal governatore, ritiene che un aumento dei tassi e, dunque, una politica restrittiva, è l'unica medicina per calmierare l'eccessivo aumento dei prezzi. Una politica che negli ultimi mesi aveva dato i suoi frutti, facendo apprezzare la lira turca.

Una dottrina non condivisa da Erdogan, convinto che un taglio dei tassi favorirebbe un calo dell'inflazione. Una linea che ideologicamente e pubblicamente il nuovo governatore Kavcioglu ha sposato. L'obiettivo di Erdogan è arrivare a tagliare la crescita dell'inflazione a meno del 10% il prossimo anno ed al 5% entro il 2023, in occasione delle prossime elezioni.

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