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Progetto Pompei, Corte Conti: "Bene impiego fondi UE ma completare contratto sviluppo"

Cultura, Economia ·
(Teleborsa) - Un riconoscimento ed un appunto dalla Corte dei Conti per "Il Grande Progetto Pompei" il grande programma di interventi conservativi, prevenzione, manutenzione e restauro dei siti archeologici, che ha usufruito anche di fondi europei. Attraverso questo progetto di importo pari a 105 milioni di euro, 2/3 dei quali finanziati dall’Unione europea, sono state realizzate 76 opere di messa in sicurezza degli edifici componenti la parte dissepolta della città di Pompei, con una spesa complessiva di 96,48 milioni di euro.



"Nonostante le difficoltà iniziali e il ritardo, dovuti sia alla complessità generale dell’attività di tutela dei beni archeologici sia al carattere nuovo e impegnativo dell’attività - sottolinea la Corte - il Grande Progetto Pompei presenta ad oggi un bilancio positivo, essendo stato impiegato proficuamente l’ingente finanziamento in una vasta opera conoscitiva dello stato dei resti archeologici e negli interventi di messa in sicurezza delle domus e degli edifici, nel loro recupero, nella manutenzione straordinaria degli edifici situati nella parte emersa dagli scavi dell’antica città di Pompei, nonché nei restauri di una vasta superficie di apparati decorativi, e infine nel rendere maggiormente fruibile il sito per il pubblico, con la realizzazione di percorsi idonei a superare le barriere architettoniche".

Per la magistratura contabile, però, non sono altrettanto positivi i risultati del recupero delle aree archeologiche circostanti di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, con l'istituzione di un’apposita Unità Grande Pompei. "Nonostante l’Unità abbia provveduto a redigere nel 2018 il Piano di gestione del sito Unesco aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata - spiega la Corte - ad oggi ancora non risulta essere intervenuto il contratto istituzionale di sviluppo, strumento indicato dalla legge finanziaria del 2018 per la realizzazione del Piano medesimo".

La Sezione del controllo della Corte dei Conti, pertanto, rilevate le criticità nell’impiego delle risorse utili al conseguimento di tale obiettivo, ha raccomandato al Ministero della cultura di promuovere la rapida definizione del contratto di sviluppo, il conseguente approntamento dei progetti da finanziare e la loro tempestiva realizzazione.
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