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Camere penali internazionali, Tirelli: "Lo Stato paghi le spese a chi è assolto"

Economia ·
(Teleborsa) - L'avvocatura scende in campo per contrastare il peso insostenibile della giustizia "ingiusta". In Italia oltre la metà dei processi celebrati con il rito ordinario (il 50,5 per cento) e oltre due terzi dei giudizi di opposizione al decreto penale (69,7 per cento) si concludono con un'assoluzione. Un vero e proprio calvario, al termine del quale l'imputato si ritrova a essere vessato sia sotto il profilo della propria integrità morale che sotto quello economico. Per questo motivo le Camere Penali del Diritto europeo e internazionale si apprestano a coinvolgere il Parlamento in una proposta di legge che prevederà l'istituzione del rimborso delle spese legali in favore degli imputati prosciolti.




"Ad oggi l'unica forma di ristoro prevista dall'ordinamento per le vittime di errori giudiziari – spiega una nota delle Camere Penali del Diritto europeo e internazionale – è la riparazione per ingiusta detenzione, un istituto la cui applicazione è stata però recentemente ridimensionata a causa del susseguirsi di pronunce giurisprudenziali orientate a restringerne severamente i parametri. Ciononostante nel 2020 lo Stato ha comunque speso quasi 38 milioni di euro per questo tipo di risarcimenti. Fermo restando che in ogni caso l'importo totale non può mai eccedere i 516.456,90 euro e la somma indennizzabile per ogni giorno di ingiusta detenzione è di 235,82 euro".

"È inutile sottolineare come questo spreco di denaro pubblico – afferma Alexandro Maria Tirelli, presidente delle Camere Penali del Diritto europeo e internazionale – pesi oltremodo sui contribuenti. L'istituto della riparazione per ingiusta detenzione non è da solo sufficiente a offrire tutela a tutte le vittime di errori giudiziari, posto che viene destinato ai soli soggetti che hanno subito una forma di restrizione della libertà personale escludendo tutti gli imputati che hanno affrontato un procedimento a piede libero".

Un primo passo è stato di recente compiuto con l'inserimento di un emendamento nella Legge di bilancio approvata nell'autunno 2020, che ha previsto lo stanziamento di 8 milioni di euro per il pagamento delle spese legali dei soggetti sottoposti a procedimento penale e poi assolti con formula piena, "ma questa novella – prosegue Tirelli – richiedeva il successivo intervento del ministro della Giustizia e del ministro dell'Economia al fine di stabilire con certezza i criteri dell'erogazione, intervento che ad oggi non è ancora stato riscontrato".

Un input utile a sbloccare l'impasse arriverà però a breve proprio dalle Camere Penali internazionali. "Con la nascitura proposta di legge il concetto di vittima – si legge nella nota – sarà finalmente esteso anche a tutti i soggetti che hanno assunto la veste di indagato o imputato in un processo penale poi concluso con sentenza di proscioglimento, assoluzione o comunque con pronuncia di estinzione del reato per prescrizione. La proposta di legge contemplerà infatti la possibilità per le vittime del sistema giudiziario di ottenere il pagamento da parte dello Stato degli onorari dovuti al legale impiegato nella loro difesa".
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