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Green Pass, Bonomi: imprese in prima linea contro chi vuole diffondere il caos

Sul pagamento dei tamponi: tema utilizzato per bloccare il processo di vaccinazione.

Economia ·
(Teleborsa) - Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha rimarcato il ruolo delle imprese nell'applicazione delle norme che prevedono l'obbligo del Green Pass sul luogo di lavoro. "Noi imprese abbiamo l'onere di essere la prima linea contro cui mirerà chi vuole difendere il caos. Perché a noi spetta il controllo del Green Pass, delegato in forma sussidiaria dallo Stato, a nostre spese, con la nostra organizzazione", ha dichiarato durante nel suo intervento all'assemblea degli generale di Confindustria Bergamo. "Noi eravamo da tempo per l'obbligo vaccinale. Purtroppo, le condizioni politiche non hanno permesso di perseguire questa strada – ha aggiunto –. Il governo ha ritenuto che fosse troppo divisivo l'obbligo vaccinale, ma anche l'introduzione del Green Pass ha prestato il fianco a facile strumentalizzazione".



"Ora però – ha proseguito Bonomi – bisogna dire tre verità. La prima è che l'applicazione dell'obbligo del Green Pass comporterà qualche problema. È naturale, è un provvedimento senza precedenti. L'appello quindi che rivolgiamo al governo oggi è che i problemi ci sono e ci saranno, ma li affronteremo insieme. La seconda verità è che chi soffia sul fuoco, chi pensa di ribaltare il tavolo utilizzando questi temi si dimentica che in Italia sono morti 133 mila italiani. Ne sono morti nell'ultimo mese ancora 1.500, 40 al giorno. Ma per loro conta così poco la vita?".

"Infine – ha aggiunto – c'è la terza verità: quella che riguarda il pagamento dei tamponi. C'è chi propone di addossare il costo allo stato, chi alle imprese, pensando che utilizzando il tema che il lavoro è un diritto e il lavoratore quindi non debba pagare possa di nuovo incitare a bloccare un processo importante di vaccinazione. Ma voi che lo proponete siete davvero convinti che questa sia la cittadinanza solidale che il Paese chiede verso una comunità che in tutta Italia si è vaccinata all'80%?". "Qui non si tratta di risparmiare, ma di avere in testa in maniera chiara qual è la società che noi vogliamo: una società inclusiva, responsabile, solidale. Questa è la battaglia, non è il costo del tampone", ha dichiarato Bonomi.

Quanto al tema degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro, Bonomi ha manifestato la sua delusione riguardo ai progressi fatti finora: "ogni giorno ci annunciano la riforma, sono sedici mesi che la stiamo aspettando. A luglio 2020 abbiamo fatto la nostra proposta di riforma a cui non abbiamo avuto risposta". "Oggi – ha dichiarato il presidente di Confindustria – sembrerebbe che sulla riforma degli ammortizzatori sociali si pensi a una estensione della cassa integrazione, noi invece siamo per un ammortizzatore universale, a favore di tutti. Ma se è a favore di tutti, è di natura assicurativa, lo devono pagare tutti". "Paghiamo 3 miliardi per la cassa integrazione ordinaria e riceviamo prestazione per neanche 600 milioni – ha aggiunto – Siamo contributori netti per 2,4 miliardi all'anno e sembra sempre che quando ci sono le Cig ci sia qualcuno che ci regala i nostri soldi".
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