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Martedì 16 Agosto 2022, ore 03.31
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Stellantis, Tavares conferma linea maestra: crescita auto elettriche in Ue e Italia

Lo ha detto nell'incontro all'Heritage Hub di Mirafiori, preannunciando novità anche per lo styabilimento torinese

Finanza ·
(Teleborsa) - Stellantis conferma la centralità dell'Italia e di Torino nell'ambito dell'attuazione del nuovo piano Dare Forward 2030, la necessità di affrancarsi dalla dipendenza nel settore dei chip e l'obiettivo di crescita sul mercato europeo e sulla mobilità sostenibile. Lo ha confermato il Ceo del Gruppo Carlos Tavares all'incontro con a stampa presso l'Heritage Hub di Mirafiori.



"L'Italia è centrale per Stellantis e per il piano Dare Forward 2030", ha detto il Ceo, anticipando "stiamo esaminando diverse ipotesi" per Mirafiori e che nei prossimi mesi ci saranno novità che riguardano non solo la produzione, ma anche l'economia circolare.

Il Ceo ha confermato l'obiettivo di lanciare 75 nuove auto elettriche entro il 2030 per ridurre le emissioni del 50% entro il 2030 e del 100% entro il 2038. "La maggior parte dei Bev sarà prodotta in Europa e in Italia, quindi gradualmente tutti gli stabilimenti produrranno su piattaforme Bev", ha aggiunto.

Tavares ha detto do attendersi un "sostegno" dei governi europei ed italiano alla domanda di Bev nei prossimi 4-5 anni, "il tempo necessario a ridurre i costi di produzione dei veicoli elettrici che sono del 50% superiori rispetto alle auto termiche". "Bisogna difendere la libertà di movimento e rimuovere le barriere di accesso alla nuova mobilità", ha sottoinenato.

Il manager ha anticipato anche la entro 3-4 anni avremo fornitori locali di semiconduttori in Europa e negli USA ed ha spiegato "stiamo lavorando con fornitori Tier 1, 2 e 3 per avere entro il 2024 tre piattaforme software che completeranno le piattaforme Bev che saranno 4. Quindi avremo semiconduttori sviluppati direttamente con fornitori Tier 2 e 3".

Stellantis punta ad una quota di mercato in Europa del 20-25%, ma Tavares ha ammesso che molto dipenderà' dalle dimensioni del mercato che sono legate alle scelte politiche dei governi. "Non abbiamo bisogno di M&A, ma guardiamo a quello che succede nel mercato costantemente", ha concluso.


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