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BCE, De Guindos: stop QE a luglio. Tassi? Vedremo dati

Il Vicepresidente della Banca Centrale Europea non si sbilancia

Economia ·
(Teleborsa) - La BCE "sicuramente" metterà fine agli acquisti netti di titoli a luglio. Quanto al primo rialzo dei tassi di interesse, il vicepresidente, Luis De Guindos, non ha voluto sbilanciarsi: "dipenderà dai dati", ha detto durante un dibattito con gli studenti alla Academia Europea Leadership di Barcelona.




De Guindos ha aggiunto che non vuole esprimersi anche per non compromettere il processo di formazione del consensus sulle scelte da compiere nel Consiglio direttivo. Da settimane alcuni esponenti della Banca Centrale Europea sono in pressing affinchè si proceda ad un primo rialzo dei tassi già a luglio. E mercoledì la Presidente Christine Lagarde ha rilasciato dichiarazioni che hanno ulteriormente alimentato le aspettative in tal senso. Oggi il vicepresidente ha anche rilevato che gran parte dell'inflazione attuale dipende dagli effetti seguiti a pandemia e misure anti Covid.

E "se alziamo i tassi di interesse - si è chiesto retoricamente - che effetto avrebbe sul prezzo petrolio?". Invece "la questione più fondamentale qui sono gli effetti di secondo livello" che possono derivare dell'alta inflazione, cioè il rischio che si inneschi una corsa rialzista anche sulle buste paga. Soprattutto "il rischio c'è quando la gente inizia a pensare che non manterremo l'inflazione sotto controllo da qui a due anni. Questo dipende molto dalla evoluzione salariale, perchè si crea una spinta al rialzo più permanente - ha detto - e abbiamo un problema".

Al Consiglio direttivo della Bce "non ho praticamente mai assistito a votazioni formali. La stragrande maggioranza delle decisioni si raggiungono per consensus" (ossia con un meccanismo di non obiezione), ha aggiunto l'economista spagnolo, entrato nel comitato esecutivo della Bce nel giugno del 2018.

De Guindos ha anche ricordato che nel creare l'Eurosistema e la Bce si è scelto di assegnare formalmente lo stesso potere di voto a tutti i governatori di banche centrali dei paesi membri, che siedono nel Consiglio direttivo. E quindi "il voto dell Spagna conta come quello di Cipro, quello della Germania come quello di Malta", ha detto. Laddove nell'Ecofin, ad esempio (il Consiglio dei ministri delle finanze Ue) si usa un meccanismo di voto ponderato. Infine, ha rimarcato che la rilevanza dell'indipendenza della banca centrale dai governi deriva essenzialmente dal fatto che "si è visto che più indipendente è la banca centrale, meno c'è inflazione. Perchè non sempre - ha detto - gli obiettivi di governi e politica monetaria coincidono".
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