(Teleborsa) - L'ultima
Ecopillola dell'economista
Andrea Ferretti verte sul tema della
crescita del PIL anche perché - afferma - gli ultimi dati appena pubblicati da Commissione, Istat e Ocse sono piuttosto incoraggianti per il nostro Paese.
1 - L'inizio del 2023 L'Istat ha appena pubblicato i dati del PIL italiani relativi al 1° trimestre 2023 e le cose non sono affatto andate male. Il
nostro PIL, trainato da servizi e turismo,
è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e dell'1,9% rispetto allo stesso dato del 2022. Molto
meglio delle previsioni
e dei nostri partner europei: la Germania ha registrato una discesa del PIL dello 0,3%; la Francia ha evidenziato una modesta crescita del PIL dello 0,2%. L'Eurozona per il secondo trimestre consecutivo ha evidenziato un calo del PIL dello 0,1%.
2 - Le prospettive L'Istat, nelle sue previsioni sull'economia italiana prevede una
crescita per il 2023 dell'1,2%. Si tratta di un dato decisamente confortante e superiore alla crescita prevista sia in
Francia (+0,7%) che in
Germania (+0,2%). Da evidenziare a questo proposito che queste proiezioni dell'Istat non derivano da un campanilistico ottimismo, ma sono ampiamente condivise sia dalla Commissione europea che dall'OCSE nel suo outlook di giugno.
3 - Le eventuali minacce Ovviamente non tutto può esser rose e fiori e infatti il citato
outlook dell'OCSE prevede una crescita del PIL italiano,
nel 2024, limitata a
+1%, molto al di sotto della crescita prevista per
l'Eurozona (+1,5%). Questa perdita di slancio della nostra economia nel 2024 dipende essenzialmente da
due fattori. Il primo è che il progressivo
aumento dei tassi inizia a pesare sul nostro comparto produttivo: ad aprile la produzione ha registrato il quarto calo consecutivo, diminuendo dlel'1,9% rispetto a marzo. Il secondo fattore ha a che fare con il
rallentamento delle economie dei nostri principali partners europei, in particolare Francia e Germania, e sta rallentando anche il nostro export, che sino ad oggi è stato trainante (+9,4% nel 2022 e +1,5% previsto per il 2023). A ben vedere, gli
antidoti contro queste minacce esistono già: per disinnescare la prima minaccia è
importante una politica monetaria prudente ed equilibrata, come invocata da Visco e Panetta; per attenuare la seocnda minaccia è invec eindispensabile mettere a terra immediatamente gli
investimenti e le riforme previsti dal PNRR.