(Teleborsa) -
Via libera della maggioranza dei Paesi europei all'accordo di
libero scambio fra UE e Mercosur, l'area che comprende cinque Paesi dell'America latina (Brasile, Bolivia, Paraguay, Uruguay e Argentina). L'accordo, arrivato dopo ben 25 anni di trattative, dovrebbe creare la
più grande area di libero scambio al mondo, con circa 700 milioni di cittadini coinvolti.
Il trattato di libero scambio UE-Mercosur ha ricevuto il
voto favorevole della maggioranza di 15 Stati europei, rappresentativi del 65% della popolazione,
fra cui figura anche l'Italia. L'accordo, votato a maggioranza, ha ricevuto p
arere negativo di cinque Paesi europei (Irlanda, Francia, Ungheria, Polonia e Austria) e l'astensione del Belgio.
L'Italia ha scelto di
votare a favore dopo che Bruxelles ha aperto alla possibilità di stanziare
ulteriori risorse aggiuntive per 45 miliardi di euro, che potranno essere mobilitate immediatamente a favore degli agricoltori, a carico del prossimo bilancio pluriennale. Il sì dell'Italia si è unito a quello di
Germania, Paesi Bassi, Spagna e Paesi Scandinavi. Una posizione che è cambiata rispetto all'ultimo consiglio europeo di dicembre, quando Roma faceva parte del fronte dei no.
A far cambiare la posizione del governo Meloni, oltre alle risorse aggiuntive promesse da Bruxelles, contribuisce anche il
superamento dei paletti posti a tutela dei prodotti agricoli, in particolare l'ultimo che
abbassa dall'8% al 5% la soglia per far scattare le ndagini per turbamento del mercato.
L'accordo con il Mercosur testimonia una
vittoria della Commissione europea dal punto di vista geopolitico, considerando la crescente influenza che la Cina va assumendo in America Latina ed il dominio statunitense. Ma il sì al commercio con i Paesi dell'America latina ha diviso l'Europa ed è stato accolto da numerose
proteste delle parti sociali.
La
protesta dei trattori ha nuovamente bloccato la Francia ed il Belgio, con blocchi stradali, presidi e cortei lenti alle porte di Parigi e Bruxelles.
Agricoltori in piazza anche a Milano contro un trattato che viene accusato di "speculare" e "punire" gli agricoltori europei
Il prossimo atto formale dell'accordo, dopo il via libera di oggi, sarà la
firma il del trattato da parte della Presidente UE
Ursula vn der Leyen il prossimo 12 gennaio in Paraguay, mentre il Parlamento europeo potrebbe esprimersi entro il 20 gennaio prossimo.