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Unirima: "economia circolare non può essere danneggiata da restrizioni a export di carta da macero"

Economia
Unirima: "economia circolare non può essere danneggiata da restrizioni a export di carta da macero"
(Teleborsa) - Il settore del riciclo meccanico e del commercio della carta macero, cuore pulsante dell’economia circolare nazionale, è composto da circa 700 impianti distribuiti capillarmente sul territorio. È un comparto industriale costituito prevalentemente da piccole e medie imprese a conduzione familiare che danno lavoro a oltre 20mila addetti, garantendo quotidianamente la trasformazione dei rifiuti cartacei in materie prime secondarie/end of waste. Lo sottolinea Unirima (Unione Nazionale Imprese Raccolta, Recupero, Riciclo e Commercio dei Maceri e altri Materiali) che "interviene con forza per tutelare la stabilità e la competitività di una filiera strategica per l’Italia in seguito a recenti articoli su organi di stampa inerenti dichiarazioni di soggetti industriali volte a limitare le esportazioni di carta da macero", si legge nella nota.


I dati del Rapporto Unirima 2025 parlano chiaro: l’Italia è da vent'anni un esportatore netto di carta da macero. Nel 2024, la produzione nazionale si è attestata a 6,83 milioni di tonnellate e il consumo interno delle cartiere non è sufficiente ad assorbire l'offerta complessiva. Il surplus strutturale viene quindi gestito grazie all’export, che nel 2024 è stato pari a 1,9 milioni di tonnellate e nei primi 10 mesi del 2025 è stato pari a circa 1,5 milioni di tonnellate, peraltro in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Principale destinazione è l’India, con la quale l’Unione Europea ha recentemente concluso uno storico accordo di libero scambio. Le esportazioni hanno inoltre contribuito in modo sostanziale al superamento degli obiettivi di riciclo fissati dell’Europa e nel periodo 2023-2024 il tasso di riciclo ha superato il 90%, posizionando l'Italia tra i leader assoluti nell’UE.


"Respingiamo con decisione ogni ipotesi di restrizione normativa all'export" – dichiara Francesco Sicilia, Dg di Unirima – "Tali proposte rischiano di produrre gravi squilibri e senza un mercato globale il settore della carta da macero rischierebbe il collasso". Limitare le esportazioni significherebbe non solo compromettere la tenuta economica delle imprese, ma anche aumentare i costi per la filiera della raccolta e del riciclo, mettendo a rischio il raggiungimento dei target ambientali europei.


In questo scenario, che vede peraltro la crescente concentrazione del settore a valle in grandi gruppi multinazionali, le esportazioni rappresentano, pertanto, una valvola di sfogo essenziale per garantire la concorrenza e la libertà commerciale delle piccole e medie imprese italiane della carta da macero. Impedire la libera circolazione di materiali in surplus rispetto al fabbisogno interno, significa negare i principi stessi del mercato e della sostenibilità industriale. "Le politiche pubbliche devono promuovere l’efficienza dell’intera filiera senza creare distorsioni che favoriscano pochi a discapito di molti. Il settore del riciclo è un alleato dell’industria e del Paese, penalizzarlo significa indebolire l'intero sistema Italia", conclude Sicilia.
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