(Teleborsa) -
La crescita economica globale continua a mostrare una
notevole resilienza, nonostante le significative
perturbazioni commerciali causate dagli Stati Uniti e
l'accresciuta incertezza. E' quanto emerge dall'aggiornamento al
World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale.
Le ultime proiezioni indicano una
crescita globale del 3,3% per quest'anno, rivista al rialzo di 0,2 punti percentuali rispetto alle stime di ottobre e
stabile rispetto al 2025.
La maggior parte del miglioramento è
attribuibile a Stati Uniti e Cina. "Sorprendentemente, le proiezioni attuali sono sostanzialmente invariate rispetto all'anno precedente, poiché
l'economia globale si sta liberando dall'impatto immediato dello
shock tariffario", spiega il Fondo, aggiungendo che "questa forza riflette una confluenza di fattori, tra cui
l'allentamento delle tensioni commerciali, uno
stimolo fiscale superiore alle aspettative,
condizioni finanziarie accomodanti, l'agilità del settore privato nel mitigare le perturbazioni commerciali e il miglioramento del quadro politico, soprattutto nelle economie emergenti".
Per quanto riguarda le stime in dettaglio, gli
Stati Uniti sono attesi in crescita del 2,4% quest'anno e del 2% il prossimo
, l'Eurozona dell'1,3% e dell'1,4%, il
Giappone dello 0,7% e dello 0,6%, mentre la
Cina è vista in crescita del 4,5% nel 2026 e del 4% nel 2027. Fra i Paesi dell'Area Euro,
l'Italia dovrebbe registrate una
crescita dello 0,7% in entrambi gli anni, ben più
modesta di quella delle altre grandi economie europee quali la
Germania (+1,1% e +1,5%), la
Francia (+1% e +1,2%) e la
Spagna (+2,3% e +1,9%).
Un altro fattore chiave di questa resilienza - si afferma - è
l'aumento degli investimenti nel settore delle
tecnologie dell'informazione, in particolare
nell'intelligenza artificiale. Mentre l'attività manifatturiera rimane debole, gli investimenti in IT hanno raggiunto i
l livello più alto dal 2001, fornendo un notevole impulso agli investimenti e all'attività complessiva delle imprese. Sebbene questa impennata nell'IT si sia concentrata negli Stati Uniti, sta generando ricadute positive anche a livello globale, in particolare sulle esportazioni tecnologiche asiatiche.
Guardando al futuro, tuttavia, il
boom tecnologico solleva importanti interrogativi e presenta rischi al rialzo e al ribasso per l'economia globale.
Sul fronte positivo, l'intelligenza artificiale potrebbe riflettersi sulla produttività ed avere un
impatto positivo sulla crescita negli Stati Uniti ed a livello globale dello 0,3% quest'anno rispetto al valore di riferimento.
Sul fronte negativo, le aziende di intelligenza artificiale potrebbero non riuscire a generare utili commisurati alle loro elevate valutazioni e il sentiment degli investitori potrebbe peggiorare. Ciò potrebbe
ridurre la crescita globale dello 0,4% rispetto al valore di riferimento ed avere conseguenze di vasta portata se gli investimenti reali nei settori tecnologici dovessero diminuire bruscamente, innescando una costosa riallocazione di capitale e lavoro.
In risposta d
aumenti della produttività inferiori alle attese e ad una
correzione più significativa dei mercati azionari - sottolinea l'FMI - le perdite di produzione globale potrebbero aumentar, concentrandosi in regioni ad alta intensità tecnologica come gli
Stati Uniti e l'Asia. Tuttavia, una brusca correzione dei mercati azionari, potrebbe innescare ingenti perdite di ricchezza
anche al di fuori degli Stati Uniti e frenare i consumi, diffondendo la
recessione a livello globale.
Tali rischi al ribasso - conclude il Fondo - si presentano in un periodo di maggiore incertezza geopolitica, di maggiore ricorso a controlli sulle esportazioni e a restrizioni commerciali, e di eroso margine di manovra fiscale in molti paesi.