(Teleborsa) -
L'impatto dei dazi sull'inflazione europea è pressoché
"moderato" ed si prevede che anche
l'inasprimento delle tensioni commerciali non avrà impatti significativi sulle prospettive di
inflazione dell'Area Euro. Lo ha affermato
Francois Villeroy de Galhau, governatore della Banque de France e membro del Consiglio direttivo della BCE in una intervista rilasciata a Bloomberg TV, a Davos.
"Dovremmo valutare tutti gli effetti di
eventuali dazi aggiuntivi", ha spiegato Villeroy, ammettendo che "potrebbero esserci
effetti inflazionistici diretti limitati, ma potrebbe anche verificarsi un apprezzamento dell'euro, che gioca nella direzione opposta".
La questione inflazione è tornata alla ribalta in seguito ai dazi e contro-dazi minacciati da Trump e dalla UE a causa della contesta sulla Groenlandia. Ma
l'inflazione dell'Area Euro, stando agli ultimi dati usciti, si mantiene
al di sotto del target del 2% e questo ha traquilizzato i responsabili della politica monetaria, che in autunno hanno confermato tassi d'interesse fermi sull'attuale livello, tanto più che la crescita sembra stia accelerando.
Villeroy, che è fra i membri più favorevoli ad una politica accomodante, ha comunque ribadito che la
BCE dovrebbe rimanere flessibile in un contesto di elevata incertezza globale. "Siamo in una buona posizione, ma sottolineo ancora una volta che
dovremmo essere agili e pragmatici. - ha sottolineato - Ci sono rischi al ribasso sull'inflazione che rimangono almeno altrettanto significativi di quelli al rialzo".
Il banchiere ha
respinto ile preoccupazioni su una deviazione più pronunciata dei prezzi dall'obiettivo del 2% quest'anno e il prossimo, prima di tornare al 2% nel 2028, e0d ha affermato "se ci dovesse essere una deviazione più significativa e duratura, ci adatteremmo. Ma al momento non ci siamo".