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Decreto bollette, Pichetto: "In cdm la prossima settimana. Vendita gas stoccato non intaccherà riserve"

Nel decreto taglio ai costi per 2,5-3 miliardi

Economia
Decreto bollette, Pichetto: "In cdm la prossima settimana. Vendita gas stoccato non intaccherà riserve"
(Teleborsa) - L'atteso decreto bollette/energia andrà in Consiglio dei ministri la prossima settimana. "Il decreto bollette lo stiamo chiudendo – haannunciato il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, a margine di un convegno a Roma –. Posso dire fin d'ora che sicuramente per la prossima settimana sarà in Consiglio dei ministri".

Nel testo – secondo indiscrezioni raccolte dal Foglio – un taglio alle bollette di energia elettrica e gas per circa 2,5-3 miliardi di euro, a vantaggio per imprese e famiglie a basso reddito. "Il perno del provvedimento – scrive il quotidiano – è la riduzione del costo del gas utilizzato per la generazione" della luce per abbattere il prezzo di quest'ultima"«più che proporzionalmente facendo leva sul vituperato sistema del prezzo marginale".

"Le misure più controverse, come lo 'spalma incentivi' e la cartolarizzazione degli oneri generali di sistema, – spiega il Foglio – sono state abbandonate perché avrebbero comportato un aumento del debito pubblico". Due gli interventi in ballo: la sterilizzazione del differenziale tra il Ttf (l'indice di riferimento per il gas scambiato a livello europeo) e il Psv (il prezzo sulla Borsa italiana) e lo spostamento sulla bolletta elettrica di alcuni oneri gravanti sul gas acquistato dai produttori termoelettrici. "Tali misure – scrive il quotidiano – richiedono un modesto finanziamento a piè di lista, che il governo sembrerebbe voler coprire con una parte del gettito della vendita di circa due miliardi di metri cubi di gas attualmente nelle disponibilità di Snam e Gse (la parte restante andrebbe a favore delle Pmi) e, forse, alcune risorse derivanti dalle quote di CO2".

Un altro articolo del decreto dovrebbe rafforzare il "gas release", ovvero "il rilascio di permessi per lo sfruttamento delle riserve nazionali (prevalentemente nell'Adriatico) purché i volumi aggiuntivi siano ceduti, a prezzi calmierati, alle imprese energivore". Fonti di governo, scrive ancora il Foglio, "accreditano questa misura di un potenziale fino a 600 milioni di metri cubi annui".

Il governo punta poi al "disaccoppiamento", che in realtà sembrerebbe un'estensione dell'attuale bacheca per i Ppa (contratti di lungo termine a prezzo predefinito) tra produttori rinnovabili e Pmi, con una garanzia pubblica per favorire l'incontro tra domanda e offerta. Queste politiche, in un contesto di proliferazione delle rinnovabili soprattutto nel Mezzogiorno, potrebbero garantire benefici per chi vi prende parte, ma non necessariamente per il sistema nel suo complesso. Infine, sono previsti "un potenziamento del bonus per le famiglie a basso reddito e un intervento tecnico sulla cosiddetta saturazione virtuale della rete, per consentire a Terna di smaltire in modo più efficiente le centinaia di migliaia di richieste di connessione di nuovi impianti rinnovabili".

"La vendita del gas stoccato c'è nel decreto bollette, ma non intaccherà gli stoccaggi del prossimo inverno – ha detto Pichetto –. Il decreto è in fase di stesura finale, di valutazione da parte della Ragioneria dello Stato di quelle che sono le certezze finanziarie. L'intenzione è quella di dare la certezza per il prossimo Consiglio dei ministri, ma non quello di questo pomeriggio, perché ci sono ancora delle piccole valutazioni. Per noi italiani va bene l'obiettivo degli stoccaggi di gas pieni al 90% al primo novembre, anche perché siamo il paese che può superarlo tranquillamente. La valutazione va fatta a livello europeo. Il problema italiano non è quantitativo. Il problema europeo potrebbe essere quantitativo, e comunque l'entità degli stoccaggi ha riflessi sul prezzo, perché il calo degli stoccaggi crea quella che è la tensione di mercato e un aumento dei prezzi". Sull'ipotesi di armonizzazione europea per le regole di svuotamento degli stoccaggi – ha concluso il ministro – valutata la convenienza, possiamo anche valutarla. Ma non è un tema prioritario".

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