(Teleborsa) - Si è svolta oggi, in videoconferenza dalla sede di Confcommercio a Roma, l’Assemblea nazionale degli imprenditori aderenti al
Sindacato Italiano Balneari - FIPE alla presenza del presidente nazionale, Antonio Capacchione, e del Segretario Generale, Federico Pieragnoli.
L'Assemblea nazionale è stata convocata per analizzare la situazione delle concessioni demaniali marittime e della conseguente strategia sindacale.
Il presidente Capacchione, in apertura dei lavori, ha esposto quanto già esaminato nella riunione di Giunta nazionale di Presidenza dello scorso 22 gennaio, insieme ai tecnici delle diverse regioni costiere chiamati a fare il punto della situazione, anche alla luce della giurisprudenza intervenuta nei molteplici contenziosi avviati.
"Bene che il ministro Matteo Salvini e il Governo abbiano recepito il nostro appello sulla necessità e l’urgenza di evitare una gestione confusa e caotica delle funzioni amministrative sulla materia, si rischia seriamente di danneggiare o distruggere un importante settore economico perfettamente efficiente e di successo -
ha dichiarato il presidente nazionale nel suo intervento.Sussiste, infatti, il rischio concreto e reale che la situazione già grave, per lo stato di incertezza sul futuro aziendale, possa addirittura peggiorare con gli Enti concedenti (Comuni e Autorità di Sistema portuale), che mettono a gara le aziende, attualmente operanti, con bandi di gara disomogenei e in un quadro normativo incompleto e anacronistico.
È quanto sta già succedendo con comuni persino limitrofi che hanno emanato bandi di gara per l’affidamento di porzioni di demanio marittimo con contenuto completamente diverso e persino con una tempistica differente.
Sono evidenti gli effetti distorsivi della concorrenza così come la disparità di trattamento fra gli operatori.
È pertanto positivo che si sia avviato un percorso amministrativo per l’emanazione di un bando tipo, auspichiamo che lo stesso tenga conto dei “motivi imperativi di interesse generale”
così come del resto previsto dalla stessa Direttiva 2006/123/CE (art. 12 c.3)" - ha concluso Capacchione.Dopo ampio confronto si è convenuto che questo provvedimento costituisce solo il primo passo per necessari interventi strutturali e organici in questa importante materia, come l'aggiornamento della parte demaniale del Codice della Navigazione per adattarlo alla nuova disciplina sulle concessioni demaniali prevista dalla legge sulla concorrenza nr. 118/2022.
L'auspicio di tutti è che, finalmente,
si affronti questa importante questione con serietà e senso di responsabilità superando sterili e strumentali polemiche.Gli obiettivi sui quali si è convenuto, infine, sono, in primo luogo, la necessità di superare l'attuale situazione per cui ogni comune si inventa un proprio bando. Il bando tipo previsto dalla nuova legge assicura un esercizio delle funzioni amministrative ordinato e uniforme evitando disparità di trattamento fra le aziende. Bisogna, poi, salvaguardare un modello, quello italiano, di successo costituito da aziende perlopiù a conduzione familiare.
Ma lo scopo principale dell'azione sindacale sarà quella di tutelare le aziende attualmente operanti nei confronti dello Stato che ha "cambiato le regole del gioco," togliendo ai concessionari il diritto di insistenza alla scadenza previsto dai loro contratti con la Pubblica amministrazione. Senza questo diritto gli operatori non avrebbero scelto questo lavoro e, soprattutto, non avrebbero realizzato le aziende. Continueremo a sollecitare il Governo e valuteremo le iniziative sindacali da intraprendere, nessuna esclusa, alla luce dei provvedimenti che lo stesso adotterà nelle prossime settimane per la
messa in sicurezza di questo settore certamente strategico per l'economia del Paese.