Milano 17:35
45.764 +0,76%
Nasdaq 22:00
24.702 -0,13%
Dow Jones 22:00
49.533 +0,07%
Londra 17:35
10.556 +0,79%
Francoforte 17:35
24.998 +0,80%

Dl Energia in dirittura d'arrivo. Salvini punta a chiedere contributo a banche

Il CdM dovrebbe riunirsi domani per approvare il decreto energia

Economia, Energia
Dl Energia in dirittura d'arrivo. Salvini punta a chiedere contributo a banche
(Teleborsa) - Il Decreto energia che ha un valore di 2,5 miliardi di euro è ormai in dirittura d'arrivo in vista dell'approvazione domani da parte del Consiglio dei Ministri. Nel frattempo, si è tenuto intanto un pre-vertice fra la Premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini ed il leader di Noi moderati Maurizio Lupi. Presente anche il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.

Fra le tematiche al centro del dibattito l'articolo 3, che riguarda la promozione della contrattazione di lungo termine nella produzione di energia da fonti rinnovabili da parte delle imprese. Sono in corso alcuni approfondimenti ed interlocuzioni con le Regioni, specie la Lombardia, che ha molte centrali idroelettriche. Per abbattere il costo dell'energia a carico delle imprese si guarda proprio al "modello Lombardia", che è riuscita a mettere d'accordo le imprese energivore (in primis siderurgiche) ed i fornitori di energia a prezzi calmierati.

Fra i nodi da sciogliere c'è anche il sistema europeo dei certificati verdi. Sulla revisione del sistema ETS, che rappresenta un costo per le imprese, l'Ue potrebbe porre il veto. La bozza del decreto prevede che chi produce elettricità dal gas non debba pagare gli oneri di trasporto e la tassazione ETS, che andrebbero a gravare sulle bollette.

Da Forza Italia si chiede uno "sforzo massimo" del governo affinché il provvedimento abbia "impatti immediati, sia sulle famiglie sia sul sistema imprenditoriale", dando ""priorità assoluta" alla revisione del sistema ETS.

Dal canto suo, la Lega di Salvini conta di far pagare alle banche la riduzione del costo delle bollette per e famiglie in difficoltà. "Ci sta lavorando il ministro dell'Energia, l'obiettivo è di arrivare in consiglio dei Ministri domani, tagliando di quanti più euro possibile il peso e il costo delle bollette per gli italiani, chiedendo un sacrificio e un contributo alle aziende", ha anticipato Salvini, proponendo di aumentare il contributo delle banche per finanziare il provvedimento. "Sono appena usciti gli utili del 2025 delle principali banche italiane che si avvicinano ai 30 miliardi di euro. Io penso che sarà doveroso chiedere alle banche che stanno facendo profitti incredibili grazie agli italiani e grazie al governo, un ulteriore contributo anche per le bollette".

Dalle associazioni arrivano nel frattempo pareri contrastanti. Confcommercio "apprezza l’impostazione complessiva della bozza", con interventi che "agiscono in modo strutturale sull’assetto del mercato energetico nazionale e vanno nella direzione del riequilibrio del sistema e del contenimento della volatilità dei prezzi come la revisione degli oneri connessi agli incentivi alle fonti rinnovabili e l’introduzione del servizio di liquidità sul mercato del gas". Tuttavia, si fa presente che manca una misura a favore delle piccolissime imprese, finalizzata alla "riduzione strutturale e generalizzata degli oneri di sistema, che ancora oggi pesano per oltre il 20% sul totale della bolletta elettrica", che sarebbe "finanziata mediante l’impiego di quota parte dei proventi derivanti dalle aste delle quote di emissione di CO2".

Confartigianato denuncia che il decreto "presenta aspetti critici e risulta peggiorativo rispetto alle bozze precedenti, soprattutto per quanto riguarda le misure sugli oneri generali di sistema a carico delle micro e piccole imprese".

Confimi Industria afferma che la bozza attuale "non rappresenta una risposta all’altezza della crisi energetica" e rappresenta "l'ennesimo intervento parziale, emergenziale, privo di una visione industriale di medio-lungo periodo". Meglio sarebbe intervenire "sui meccanismi di formazione del prezzo, sugli oneri impropri e su un mercato che continua a produrre rendite per pochi e costi insostenibili per chi produce valore reale".

Per Altroconsumo, il decreto rappresenta un "intervento rilevante" che consente l’estensione potenziale degli sconti alle famiglie fino a 25.000 euro, la riduzione degli oneri di sistema e l’introduzione dei contratti pluriennali da fonti rinnovabili, ma si evidenzia che gli sconti affidati alla libera adesione degli operatori "rischiano di limitare l’effettiva portata delle misure e la loro uniformità applicativa". "Nel complesso, il decreto richiede un’attenta attuazione e ulteriori interventi strutturali - si sottolinea - per assicurare benefici duraturi, rafforzare la concorrenza e ridurre stabilmente il costo dell’energia".


Condividi
```