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PA, Ministeri fanno dietrofront: dimezzati giorni di smart working

Economia
PA, Ministeri fanno dietrofront: dimezzati giorni di smart working
(Teleborsa) - Dopo l'exploit della pandemia, la PA torna sui suoi passi e riduce drasticamente - dimezzandoli - il numero di giorni di lavoro in smart working (lavoro agile). Una forma di prestazione che, all'indomani della pandemia, avrebbe dovuto diventare un nuovo modo per concepire l'attività lavorativa e per garantire maggiore flessibilità del lavoro ed un miglior equilibrio vita-lavoro. A lanciare l’allarme è FLP, il sindacato dei lavoratori pubblici e delle pubbliche funzioni, durante il tavolo "Innovazione nella pubblica amministrazione. Rinnovi contrattuali, percorsi di carriera e qualità del lavoro pubblico".

"Nella maggior parte degli Uffici della PA si sta assistendo a un ridimensionamento del 50% dello smart working", spiega Marco Carlomagno, segretario generale di FLP, ricordando "in tutto il mondo, il lavoro è ormai basato su obiettivi e risultati e non sulla presenza: di qualche giorno fa la notizia che in Australia entrerà in vigore nel 2027 l’obbligo di smart working per due giorni a settimana".

La trattativa per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 appare ora uno strumento centrale anche per definire i nuovi modelli di lavoro. Per la FLP, il contratto collettivo è lo strumento principale per riconoscere diritti, tutele e dignità al lavoro pubblico e, allo stesso tempo, per fornire alle amministrazioni regole moderne e condivise, coerenti con la trasformazione digitale e con i nuovi modelli di servizio.

Secondo FLP, molti altri aspetti che dovrebbero essere regolati dalla contrattazione collettiva continuano a essere condizionati da vincoli legislativi che ne limitano l'efficacia, sia sul versante economico sia su quello organizzativo. Tra i punti prioritari si parla anche estendere e rafforzare la detassazione dei fondi di produttività nel settore pubblico, rimuovere la norma introdotta a fine 2024 che impedisce l'utilizzo delle risorse di bilancio per il welfare aziendale; superare il blocco dei fondi di produttività ai valori del 2016 e rafforzare il sistema di partecipazione, dando alle organizzazioni sindacali e alle RSU un ruolo effettivo nella definizione dell'organizzazione del lavoro.
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