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Azionariato europeo, Barclays: ribasso del 10% se petrolio sale a 100 dollari

Finanza
Azionariato europeo, Barclays: ribasso del 10% se petrolio sale a 100 dollari
(Teleborsa) - In un nuovo report Barclays ha affermato che un’impennata dei prezzi del greggio legata all’ampliamento del conflitto che coinvolge l’Iran potrebbe pesare notevolmente sui mercati azionari, in particolare per le aree dipendenti dall’energia come l’Europa.

Le azioni europee quindi potrebbero subire ulteriori ribassi se i prezzi del petrolio dovessero aumentare a causa dell’escalation delle tensioni geopolitiche.

Il broker stima che se il petrolio Brent dovesse salire a 100 dollari al barile, l’indice paneuropeo Stoxx Erurope 600 potrebbe scendere a circa 550, il che implica un ribasso di circa il 10% rispetto ai livelli attuali.

Il recente aumento dei prezzi del petrolio riflette un crescente premio di rischio geopolitico mentre resta incerto l'esito del conflitto tra Stati Uniti e Iran. La situazione ha iniziato a mettere in discussione quello che gli strategist definiscono il precedente "scenario goldilocks" del mercato, che era stato sostenuto da una crescita solida e da un’ampia liquidità.

Gli strategist hanno anche evidenziato pressioni di mercato più ampie, affermando che il timore della disruption causata dall’intelligenza artificiale sta determinando un’estrema dispersione tra vincitori e perdenti attesi nei vari settori, mentre lo stress nei mercati del credito privato sta contribuendo a un repricing al rialzo dei premi di rischio.

Hanno osservato che l’aumento dei prezzi del petrolio sta accentuando i timori di stagflazione, spingendo al contempo gli investitori a rivalutare le aspettative sui tagli dei tassi di interesse. Costi energetici più elevati potrebbero costringere i mercati a escludere parte dell’allentamento previsto da parte della Federal Reserve se i rischi inflazionistici dovessero intensificarsi.

Barclays ha avvertito che la volatilità potrebbe rimanere elevata nel breve periodo. "Le azioni globali sono ancora vicine ai massimi storici e la volatilità cross-asset probabilmente rimarrà elevata in assenza di un elemento di svolta," hanno affermato gli analisti.

"Uno shock prolungato nel settore energetico e commerciale globale non è il nostro scenario di base, ma probabilmente una minaccia crescente per le prospettive di crescita e inflazione", hanno affermato, aggiungendo che continuano a prevedere che "la Fed taglierà due volte quest'anno e che lo stress sul mercato obbligazionario si attenuerà se la volatilità del petrolio si attenuerà".

Nel medio termine, Barclays rimane moderatamente costruttiva sulle azioni europee, sostenendo che gli utili aziendali e i bilanci rimangono resilienti. il broker continua a prevedere un aumento degli utili per azione europei di circa l’8% nel 2026,trainato dai titoli ciclici, ipotizzando che lo shock geopolitico non si evolva in un conflitto prolungato.

Per l'allocazione settoriale di Barclays "l'autonomia strategica rimane fondamentale", con Overweight nei settori Difesa, Minerario e Tecnologico. Ritengono i settori Energia e Utilities (Marketweight) "ben supportati nel breve termine", ma "tatticamente vulnerabili a un'inversione di tendenza se la situazione si calma". Gli analisti inoltre mantengono un "andamento a bilanciere" nel settore finanziario: Overweight su Banche e Underweight su Assicurazioni. Infine, il settore sanitario (Overweight) rimane il "difensivo preferito" di Barclays, mentre tra i titoli ciclici sono Underweight sui Consumer Discretionary.



(Foto: © Kladej Voravongsuk / 123RF)
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