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La Commissione Europea lancia l’Industrial Accelerator Act: 20% del PIL da manifattura entro il 2035

Economia
La Commissione Europea lancia l’Industrial Accelerator Act: 20% del PIL da manifattura entro il 2035
(Teleborsa) - La Commissione Europea ha adottato oggi la proposta legislativa per l'Industrial Accelerator Act (IAA), un piano strategico mirato a rafforzare l'industria, stimolare la creazione di posti di lavoro e accelerare l'adozione di tecnologie pulite. In linea con le raccomandazioni del rapporto Draghi, l'atto punta a innalzare la quota della manifattura sul PIL dell'Unione Europea dall'attuale 14,3% al 20% entro il 2035, rispondendo alla crescente concorrenza globale e alle dipendenze strategiche da fornitori extra-UE.

"La giornata di oggi segna un passo fondamentale nel rinnovamento della dottrina economica europea, affinché l'Unione sia pronta per le sfide del XXI secolo, come raccomandato dal rapporto Draghi. Di fronte a un'incertezza globale senza precedenti e a una concorrenza sleale, l'industria europea può contare sulle disposizioni di questo Atto per dare impulso alla domanda e garantire catene di approvvigionamento resilienti nei settori strategici. Creerà posti di lavoro indirizzando il denaro dei contribuenti verso la produzione europea, riducendo le nostre dipendenze e rafforzando la nostra sicurezza economica e sovranità", ha dichiarato Stéphane Séjourné, Vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la Strategia industriale.

Il cuore del provvedimento introduce requisiti proporzionati di "Made in EU" e standard low-carbon per gli appalti pubblici e i regimi di sostegno finanziario. Queste misure riguarderanno inizialmente settori chiave come acciaio, cemento, alluminio e automotive, oltre a tecnologie net-zero come batterie e nucleare. L'obiettivo è consolidare la capacità produttiva europea e garantire agli investitori la necessaria prevedibilità per innovare, rendendo ad esempio l'acciaio pulito un pilastro della futura industria continentale.

L'IAA introduce inoltre nuove condizioni per gli investimenti diretti esteri superiori a 100 milioni di euro nei settori strategici in cui un singolo paese terzo detiene oltre il 40% della capacità produttiva mondiale. Per accedere al mercato unico, questi grandi investimenti dovranno garantire il trasferimento di conoscenze tecnologiche e assicurare un livello minimo di occupazione europea pari al 50%.

Parallelamente, la Commissione punta sulla semplificazione burocratica attraverso la creazione di uno sportello unico digitale per le autorizzazioni e l'introduzione del principio del silenzio-assenso per i progetti di decarbonizzazione.

Infine, il regolamento prevede l'istituzione di Aree di Accelerazione Industriale, distretti progettati per favorire la simbiosi tra imprese e la creazione di cluster produttivi. Tali aree beneficeranno di infrastrutture energetiche potenziate e procedure di autorizzazione semplificate su scala territoriale.

La proposta passerà ora alla fase di negoziazione presso il Parlamento Europeo e il Consiglio dell'Unione Europea per la definitiva adozione.
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