(Teleborsa) - La Presidente del Consiglio
Giorgia Meloni, questa mattina,
si prepara a riferire in Parlamento - prima in Senato e poi alla Camera - circa gli aspetti critici connessi al
conflitto in Iran, in primis la situazione dello
stretto di Hormuz, che ha un pesante impatto sui mercati energetici, e a cascata le
misure per contrastare i prezzi dei carburanti fuori controllo (accise mobili e rafforzamento del ruolo di Mr Prezzi), per la scelta delle quali il Governo attende di capire nei prossimi giorni l'evoluzione della situazione geopolitica.
In agenda anche le
comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, dove la Premier intende portare avanti la proposta di sospendere temporaneamente il
meccanismo Ets, che ha un impatto sui prezzi ed appare cruciale per il
rilancio della competitività europea. Meloni farà cenno anche ad iniziative per rafforzare
sicurezza e difesa europee, in complementarità con la Nato, alla gestione dei
flussi migratori ed al rafforzamento della cooperazione nel Mediterraneo.
L'intervento di Meloni arriva
dopo le polemiche che hanno accompagnato
l'audizione in Parlamento dei Ministri Tajani e Crosetto sul conflitto in Medioriente. In quell'occasione, da più parti nelle file dell'opposizione - Pd, M5S e Avs - si era fatta notare l'assenza della Presidente del Consiglio, che ha deciso quindi di anticipare le comunicazioni in vista del Consiglio UE per unirle all'altro tema caldo della guerra in Medioriente.
Frattanto, il tema dello
stretto di Hormuz è stato al centro di un
colloquio con il Premier britannico Keir Starmer e con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, con i quale avrebbe concordato di
"lavorare insieme" per trovare soluzioni adatte a
"proteggere le navi commerciali" in transito nello Stretto di Hormuz dalle "crescenti minacce dell'Iran". Lo stesso tema verrà trattato alla riunione del Consiglio Supremo di Sicurezza convocato al Quirinale dal capo dello Stato Sergio Mattarella per venerdì.
Nella risoluzione di maggioranza entrerà anche
l'impegno dell'Italia a "sostenere e valorizzare, in tutte le sedi europee e internazionali" le due
missioni in cui il Paese è già impegnato, l'una nel Mar Rosso (Aspides), l'altra lungo le coste della Somalia (Atalanta), e "farsi promotore" di un eventuale "
adattamento e rafforzamento di tali missioni, qualora la situazione sul terreno lo richiedesse, contribuendo così al miglioramento della sicurezza marittima e della stabilità regionale".
Le opposizioni potrebbero insistere perchè la Premier chiarisca la
posizione rispetto alla guerra avviata da USA e Israele in Iran e rispetto alla
posizione di Trump, ma Meloni ha più volte ribadito che
l'Italia "non è in guerra" e "non intende entrare in guerra" ed ha sottolineato
l'importanza della diplomazia per risolvere la crisi in Medio Oriente. Meloni potrebbe pupi nuovamente sottolineare la sua vicinanza al "popolo iraniano nella sua lotta per la libertà" ed il sostegno ai Paesi del Golfo colpiti "dagli inaccettabili attacchi" di Teheran.
La risoluzione di maggioranza dovrebbe infine contenere un
riferimento al sostegno dell'Ucraina ed alla necessità di mantenere la
pressione su Mosca, per spingerla "a sedere al tavolo negoziale e contribuire costruttivamente alla pace".