(Teleborsa) -
Rheinmetall ha presentato una guidance sui ricavi inferiore alle attese del mercato, un segnale che ha pesato sul titolo nonostante l’impennata degli investimenti militari in Europa. Il gruppo tedesco prevede per quest’anno un fatturato compreso tra 14 e 14,5 miliardi di euro, al di sotto dei circa 15 miliardi stimati dagli analisti.
Nel 2025, l’azienda ha registrato
vendite per 9,9 miliardi di euro, mentre gli ordini legati ai nuovi programmi di difesa iniziano a tradursi in consegne. La crescita prevista per quest’anno - tra il 40% e il 45% - non è bastata a rassicurare gli investitori, con il titolo in calo fino a oltre il 5% nelle prime contrattazioni a Francoforte.
"Avremo un ruolo significativo nell’aumento delle forniture alle forze armate e forniremo ciò che serve agli eserciti moderni”, ha dichiarato l’
amministratore delegato, Armin Papperger. L’azienda ritiene di essere ben posizionata anche per contribuire al rifornimento delle scorte missilistiche statunitensi, mentre il conflitto in Iran entra nella terza settimana.
Il
margine operativo è salito al 18,5% nel 2025 e Rheinmetall prevede di raggiungere circa il 19% nel 2026. Il
portafoglio ordini ha toccato un nuovo massimo storico di 63,8 miliardi di euro, confermando la forte domanda per munizioni, sistemi di difesa aerea e veicoli blindati.
Il gruppo ha inoltre
aumentato il dividendo a 11,5 euro per azione, rispetto agli 8,1 euro dell’anno precedente.
A dicembre, Rheinmetall ha rivisto le proprie previsioni in vista della cessione del business civile, i cui risultati sono ora classificati come attività dismesse.