Cuchel (commercialisti): Necessario intervento del legislatore su assicurabilità sanzioni dirette
(Teleborsa) - L’Ordinanza della Cassazione n. 5635 del 12 marzo 2026, nello stabilire la responsabilità di un professionista e relative sanzioni a suo carico, in un caso di non dovuta deducibilità di costi a carico di una ditta individuale, mette in luce, nuovamente, l’annosa questione relativa alle responsabilità del professionista, regolate dalla L. 492/1997, in vigore dal 1 aprile 1998 .
“Non possiamo e non vogliamo entrare nello specifico della decisione - dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel - tuttavia, rileviamo che, ancora una volta, è necessario accendere un faro sul problema della non assicurabilità delle sanzioni dirette di natura fiscale applicate ai professionisti, che pone gli stessi in una situazione di disparità rispetto, ad esempio, ai manager e agli amministratori di società, nonostante la previsione del Decreto 269/2003, secondo cui è chiamato a rispondere delle sanzioni il soggetto giuridico che trae beneficio dall’eventuale violazione”
“L’Associazione Nazionale Commercialisti conduce da anni una battaglia pressoché solitaria su questo tema, attraverso interlocuzioni con rappresentanti del Governo e del Parlamento nel corso delle diverse legislature, promozione di interrogazioni, proposte di emendamenti e testi di legge” prosegue Cuchel “In particolare, negli ultimi anni, abbiamo portato all’attenzione del Vice ministro MEF Maurizio Leo la necessità di modificare la norma relativa all’irrogazione delle sanzioni dirette al professionista o, in alternativa, di intervenire sul codice delle assicurazioni, consentendo al professionista di assicurarsi e di non mettere a repentaglio il proprio patrimonio personale. Siffatte modifiche andrebbero anche a vantaggio dello Stato, mettendo al sicuro gli importi eventualmente dovuti in caso di sinistro, esattamente come avviene con l’assicurazione per la responsabilità civile”.
“Stupisce - conclude Cuchel - che su temi così importanti e vitali per noi e per la nostra serenità professionale e familiare, vi sia un assoluto quanto eloquente silenzio da parte di tutti, soprattutto da parte di chi, istituzionalmente, dovrebbe presidiare sulle prerogative che lo Stato prevede per la professione. Il problema dell’assicurabilità delle sanzioni dirette meriterebbe di essere in cima all’agenda di chi si occupa di categoria, poiché riguarda la totalità dei colleghi e il quotidiano esercizio della professione”.
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