Revisori di sostenibilità, Cataldi (Ungdcec): “Prorogare regime transitorio e attivare percorso ordinario”
I Giovani commercialisti chiedono un intervento urgente per garantire certezza normativa e piena accessibilità all’abilitazione
(Teleborsa) - Prorogare il regime transitorio per l’abilitazione dei revisori della sostenibilità e rendere subito operativo il percorso ordinario di accesso. È la richiesta dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, che sollecita un intervento urgente per superare le attuali criticità normative e garantire certezza ai professionisti.
"A quasi un anno e mezzo dall’entrata in vigore del D.Lgs. 125/2024, numerosi professionisti iscritti al Registro dei revisori legali risultano esclusi dalla possibilità di accedere al regime transitorio agevolato previsto per l’abilitazione alla revisione della sostenibilità", affermano Francesco Cataldi e Stefania Serina, presidente e consigliere dell’UNGDCEC. "Una situazione determinata da un impianto normativo che, nella sua applicazione concreta, ha evidenziato rigidità, tempistiche inadeguate e assenza di strumenti operativi pienamente efficaci".
Secondo l’associazione dei Giovani commercialisti italiani, l’attuale disciplina rischia di escludere numerosi iscritti al Registro dei revisori legali dalla possibilità di conseguire l’abilitazione come revisore della sostenibilità, nonostante l’evoluzione del quadro europeo abbia già previsto un rinvio degli obblighi di rendicontazione di sostenibilità per molte imprese.
"Per questo – sottolineano Cataldi e Serina - chiediamo di estendere al 31 dicembre 2027 il termine per il conseguimento dei crediti formativi richiesti nell’ambito del regime transitorio, in coerenza con il nuovo calendario europeo. Allo stesso tempo, evidenziamo anche la necessità di rendere concretamente accessibile il percorso ordinario di abilitazione, che ad oggi non risulta ancora pienamente operativo per i professionisti più giovani e per quanti non hanno potuto accedere al regime transitorio".
"Non chiediamo corsie preferenziali, ma regole chiare, tempi congrui e un sistema realmente praticabile", concludono i rappresentanti dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili. "Così da garantire ai professionisti un accesso certo e coerente a una funzione sempre più centrale per il mercato e per il sistema delle imprese".
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