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Intred, Intermonte conferma Buy e target price a 16 euro

Finanza, Consensus
Intred, Intermonte conferma Buy e target price a 16 euro
(Teleborsa) - Intred pubblicherà i risultati dell'esercizio 2025 il prossimo 26 marzo, dopo aver diffuso a inizio febbraio dati preliminari superiori alle attese. Le indicazioni confermano una crescita organica solida, sostenuta da ricavi ricorrenti ad alta visibilità, e "rafforzano la nostra view positiva sul 2026", sottolineano gli esperti di Intermonte. Il FY25 sarà inoltre il primo esercizio redatto secondo i principi IAS/IFRS, in preparazione a un possibile passaggio al segmento STAR entro fine anno. "Abbiamo quindi aggiornato le nostre stime per riflettere il nuovo framework contabile, una dinamica dei margini più prudente nel 2027-28 e un incremento degli investimenti legato all’espansione del nuovo Data Center".

I ricavi preliminari FY25 superano 55,8 milioni di euro, in crescita dell’1,1% rispetto all’anno precedente e del 2,5% sopra le nostre attese. Al netto degli effetti non ricorrenti, la crescita organica supera l’8%, con una quota di ricavi ricorrenti pari al 95,6%, a conferma della resilienza del modello di business. I ricavi core raggiungono 47,4 milioni, in aumento dell’8,4% su base annua, mentre tutte le principali linee tecnologiche mostrano progressi significativi: l’Ultrafast Broadband cresce dell’11%, i servizi Voice & Data del 6,8% e il Data Center del 42,4%, arrivando a rappresentare il 3,4% del totale. Anche la crescita per segmento di clientela è solida, con performance particolarmente brillanti nel Wholesale e nella Pubblica Amministrazione. I KPI operativi restano di qualità elevata: il churn si attesta al 4,4%, uno dei migliori livelli del settore, e la rete proprietaria si estende a circa 15.000 km, dai 13.500 del 2024.

La transizione agli IAS/IFRS, necessaria per l’eventuale approdo allo STAR entro fine 2026, non dovrebbe modificare in modo sostanziale il conto economico, spiegano gli esperti. Il beneficio dell’IFRS 16 sull’EBITDA, pari a circa 0,6 milioni l’anno, sarà in parte compensato dall’impatto dell’IFRS 2 legato ai piani di stock grant, mentre l’aumento degli ammortamenti sugli intangibili sarà sostanzialmente bilanciato dall’eliminazione dell’ammortamento dell’avviamento, sostituito dall’impairment test annuale. Il free float, considerando anche la quota del 9,4% detenuta da First SICAV, risulta già superiore al requisito minimo del 35%.
L’aggiornamento delle stime "riflette il miglioramento del momentum commerciale nel 2025, l’impatto contabile dell’IFRS 16, una traiettoria dei margini più cauta nel 2027-28 e un nuovo ciclo di investimenti previsto per il 2027, pari a circa 15 milioni di euro, destinato all’espansione del Data Center". L’incremento degli ammortamenti comporta una revisione al ribasso dell’EPS, con una riduzione di qualche punto percentuale per il 2026 e nell’ordine della low-teens per il 2027-28.

"Confermiamo la raccomandazione BUY e il target price a 16 euro". I ricavi preliminari confermano una crescita organica superiore all’8%, "rafforzando la nostra visione costruttiva" sul 2026, per il quale "stimiamo ricavi intorno ai 60 milioni", in aumento dell’8% su base annua. "Ci aspettiamo inoltre un’accelerazione dei ricavi Data Center", sostenuta da una domanda crescente di infrastrutture dedicate. Il potenziale passaggio allo STAR rappresenta un catalizzatore corporate rilevante, mentre la rete proprietaria e la base clienti fidelizzata costituiscono asset strategici in un contesto di possibile consolidamento del settore. Il titolo tratta a circa 6x EV/EBITDA 2026, in linea con il settore TLC e con valutazioni che riteniamo attraenti alla luce della visibilità sui ricavi e del profilo di crescita.

(Foto: © Davide Fiorenzo De Conti / 123RF)
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