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Bank of Canada, tassi fermi al 2,25%: pesano incertezze geopolitiche e rallentamento economico

Finanza
Bank of Canada, tassi fermi al 2,25%: pesano incertezze geopolitiche e rallentamento economico
(Teleborsa) - La Bank of Canada ha annunciato oggi la decisione di mantenere il tasso di riferimento invariato al 2,25%. Il tasso ufficiale di sconto resta al 2,5%, mentre il tasso sui depositi è fissato al 2,20%. La scelta del Consiglio direttivo riflette un delicato equilibrio tra l'indebolimento dell'attività economica interna e i nuovi rischi inflattivi derivanti dal conflitto in Medio Oriente.

In una nota, la banca centrale canadese ha sottolineato come la guerra in Medio Oriente abbia introdotto una forte volatilità nei mercati finanziari e nei prezzi globali dell'energia, aumentando i rischi per l'economia mondiale. Sebbene la crescita globale fosse inizialmente prevista intorno al 3%, l'attuale scenario di instabilità rende gli impatti economici altamente incerti.

L'economia canadese ha mostrato segnali di frenata più marcati del previsto. Dopo un'espansione del 2,4% nel terzo trimestre del 2025, il PIL ha subito una contrazione dello 0,6% nel quarto trimestre. Nonostante la tenuta della domanda interna (+2%), sostenuta dalla spesa pubblica e dei consumi, il mercato immobiliare rimane debole e le esportazioni continuano a mostrare fragilità.

Preoccupano anche i dati sull'occupazione: i guadagni registrati a fine 2025 sono stati quasi interamente annullati nei primi due mesi del 2026, portando il tasso di disoccupazione al 6,7% a febbraio. La Banca prevede una crescita modesta nel breve termine, condizionata anche dall'incertezza sulle politiche commerciali e sui dazi degli Stati Uniti.

A febbraio, l'inflazione CPI è scesa all'1,8% (rispetto al 2,3% di gennaio), con le misure core che si attestano vicino al target del 2%. Tuttavia, la Bank of Canada ha avvertito che questo trend potrebbe invertirsi rapidamente. Il recente shock dei prezzi energetici globali si è già riflesso in un aumento del costo della benzina, un fattore che spingerà l'inflazione totale verso l'alto nei prossimi mesi.

In questo contesto di "sconvolgimento globale", la Banca ha ribadito il proprio impegno per la stabilità dei prezzi, dichiarandosi pronta a intervenire qualora l'evoluzione dell'outlook lo rendesse necessario. I rischi per la crescita appaiono orientati al ribasso, mentre quelli inflattivi sono aumentati a causa della crisi energetica.

(Foto: sebastiaan stam su Unsplash)
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