BCE, Rehn: la pazienza è fondamentale e nessuna decisione è definitiva
(Teleborsa) - "Il dilemma della politica monetaria è che non conosciamo ancora a sufficienza la durata del conflitto in Medio Oriente e la futura situazione delle rotte di trasporto energetico per poter valutare con certezza i loro effetti inflazionistici. Inoltre, uno shock energetico non si limita ad aumentare il prezzo del petrolio. Aumenta anche l'incertezza e complica il commercio internazionale, frenando la crescita, e pertanto gli effetti sull'inflazione non sono univoci". Lo ha detto Olli Rehn, Governatore della banca centrale finlandese e membro del Comitato esecutivo della BCE, in un post sul blog della banca centrale che dirige.
"L'aspetto positivo, dal punto di vista della politica monetaria, è che ci troviamo ad affrontare questo nuovo shock in una situazione in cui l'inflazione è in linea con l'obiettivo (1,9% a febbraio) e in cui l'economia dell'area euro ha dimostrato resilienza nonostante i dazi e le dinamiche geopolitiche", ha aggiunto.
"L'inflazione attuale e le aspettative di inflazione a lungo termine nell'eurozona restano vicine all'obiettivo del 2% fissato dalla BCE, sebbene si prevedano aumenti dei prezzi nei prossimi mesi - ha spiegato Rehn - In questo contesto, il Consiglio direttivo della BCE ha deciso ieri di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento. Qualsiasi altra decisione di politica monetaria sarebbe stata prematura in questa fase".
"L'obiettivo rimane chiaro: il Consiglio direttivo della BCE si impegna a mantenere l'inflazione stabile intorno al 2% nel medio termine - ha sostenuto il banchiere centrale - La pazienza è fondamentale e nessuna decisione è definitiva".
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