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Buy Now Pay Later, la Banca d'Italia lancia l'allarme: cresce tra le famiglie fragili

Finanza
Buy Now Pay Later, la Banca d'Italia lancia l'allarme: cresce tra le famiglie fragili
(Teleborsa) - Il mercato del Buy Now Pay Later - il sistema di pagamento rateale senza interessi comunemente noto come BNPL - è esploso in Italia negli ultimi anni, ma porta con sé rischi crescenti per le fasce più vulnerabili della popolazione. È quanto emerge da una nota di stabilità finanziaria pubblicata dalla Banca d'Italia.

Secondo il Global Payment Report 2025 di Worldpay, le transazioni globali regolate tramite BNPL hanno raggiunto 342 miliardi di dollari nel 2024, rappresentando il 5% delle transazioni e-commerce a livello mondiale. La diffusione è particolarmente elevata in Europa, dove la quota sale al 9% delle transazioni online, con punte del 20% in Germania e del 23% in Svezia. Italia e Francia si attestano al 5%, in linea con la media mondiale.

Anche a livello internazionale si è evidenziato un profilo degli utilizzatori costantemente caratterizzato da fragilità finanziaria: negli Stati Uniti, dove quasi il 20% degli intervistati ha fatto ricorso al BNPL nel 2023, il fenomeno è più diffuso tra chi ha un basso credit score, redditi non elevati e già altre forme di debito. Nel Regno Unito, uno studio della Financial Conduct Authority ha rilevato che chi utilizza il BNPL ha una probabilità doppia rispetto alla popolazione generale di incorrere in seri problemi finanziari.

Le transazioni regolate tramite BNPL in Italia sono passate da 1 miliardo di euro nel 2021 a 9,9 miliardi nel 2025, stando alle stime dell'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. Ancora più significativo è il dato sull'adozione da parte delle famiglie: la quota di nuclei che ha fatto ricorso almeno una volta al BNPL è balzata dal 4% nel 2022 al 30% nel 2025, anche se circa due terzi lo utilizza solo occasionalmente.

Il fenomeno più allarmante rilevato dalla Banca d'Italia riguarda il profilo di chi ricorre a questi strumenti. Se nel 2022 il BNPL era utilizzato prevalentemente da famiglie con reddito sopra la mediana e senza particolari difficoltà finanziarie, le indagini condotte all'inizio del 2025 mostrano un quadro radicalmente diverso: il ricorso è ora diffuso anche tra famiglie con reddito medio-basso, scarse risorse patrimoniali e già indebitate, in particolare per scopi di consumo o per consolidare altri debiti. Il dato più preoccupante: la frequenza di utilizzo tra i nuclei in ritardo nel rimborso dei propri debiti è doppia rispetto a chi non ha difficoltà di rimborso.

Dall'indagine condotta dalla Banca d'Italia su un sottoinsieme di operatori emerge che nel 2023 il tasso di crediti deteriorati riconducibili al BNPL si attestava al 5%, un livello più elevato rispetto al 3,5% del credito al consumo nel suo complesso. Un segnale che non può essere ignorato, tanto più in un contesto in cui la valutazione del merito creditizio è spesso semplificata e le operazioni non vengono sistematicamente segnalate alle società di informazione creditizia, lasciando gli intermediari privi di un quadro completo sull'indebitamento reale dei clienti.

A partire da novembre 2026 entrerà in vigore la direttiva europea CCD2, che includerà la gran parte delle operazioni BNPL nell'ambito della regolamentazione sul credito al consumo. Le nuove norme imporranno regole di trasparenza più stringenti, valutazioni più accurate del merito creditizio e una maggiore consapevolezza da parte del consumatore sul fatto che ricorrere al BNPL significa contrarre un debito a tutti gli effetti. Secondo la Banca d'Italia, l'applicazione della CCD2 potrà avere effetti positivi sia per la tutela dei consumatori sia per la rischiosità del credito, a condizione che le nuove norme vengano applicate con rigore da tutti gli operatori del settore.
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