(Teleborsa) - "Siamo davanti ad un vero
shock che, probabilmente, va oltre quello che immaginiamo al momento". L'allarme è stato lanciato dalla Presidente della BCE
Christine Lagarde, in una intervista a The Economist, parlando della
guerra in Iran e degli effetti che sta producendo sull'economia mondiale a causa dell'impennata delle quotazioni petrolifere.
La numero uno dell'Eurotower ha anche evidenziato che i
mercati finanziari sono "forse troppo ottimisti e determinati a restare ottimisti", circa le possibili conseguenze del conflitto sull'economia, "nella
speranza che si verifichi uno scenario positivo e si torni alla
normalità in un tempo relativamente breve".
In realtà - ha spiegato Lagarde - le
conseguenze di quello che sta accadendo
si trascineranno per un tempo abbastanza lungo, anche nel caso in cui il conflitto in Medioriente abbia una durata breve. La Presidente ha infatti spiegato che i tecnici prevedono che la tempistica di un "ritorno alla normalità" in termini di capacità produttiva, estrazione, raffinazione e distribuzione dei prodotti petroliferi
potrebbe richiedere degli anni, non mesi. "Gran parte delle persone parlano di anni - ha detto - e in nessun caso ci si riuscirà' nel giro di qualche mese'.
"Troppe infrastrutture sono state già danneggiate", ha ammesso Lagarde, spiegando che ci vorranno dei mesi per ripristinarle. La numero uno dell'Eurotower ha poi fatto cenno alle conseguenze sulle catene di approvvigionamento e sulle materie prime di "fondamentale importanza" per l'industria manifatturiera e per produzioni specifiche, come quelle dei microchip.
L'intervista all'Economist arriva all'indomani della conferenza tenuta a Francoforte, in cui
Lagarde aveva già affrontato il tema degli shock e delle
conseguenze sulla politica monetaria, assicurando che il Comitato di politica monetaria della BCE continua a monitorare l'evolversi della situazione ed è
pronto ad ogni intervento si renda necessario per contenere una possibile impennata dell'inflazione.