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Attesa per la missione Artemis II: gli Stati Uniti di nuovo sulla Luna

Economia, Spazio
Attesa per la missione Artemis II: gli Stati Uniti di nuovo sulla Luna
(Teleborsa) - C'è grande attesa per l'avvio della missione Artemis II, che riporterà gli Stati Uniti sulla Luna a oltre cinquant'anni dalla missione Apollo 17 del 1972, ultima volta che l'uomo è riuscito a toccare il suolo lunare. La strada per la Luna, non esente da ostacoli, è ormai tracciata e carica di aspettative, soprattutto in vista dello sviluppo strategico dello Spazio, fortemente auspicato da Trump in eterna competizione con la Cina, e di chi, come Musk, aspira allo sfruttamento commerciale ed a costruire data center sul nostro satellite naturale. Ma un approdo stabile sul suolo lunare potrebbe anche riaprire la corsa verso Marte.

Nel dicembre scorso, Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede il ritorno sulla Luna entro il 2028 e la creazione di un avamposto permanente entro il 2030. Una necessità quest'ultima resa urgente anche dalla concorrenza cinese nello spazio.

La missione Artemis cade anche in un momento molto particolare, con l'Amministrazione Trump sotto tiro per la questione della guerra in Iran e dell'impennata della benzina, che in USA ha sfondato il tetto dei 4 dollari al gallone. La missione potrebbe dunque spostare l'attenzione da tematiche "scomode" e riaprire un capitolo importante per la strategia MAGA (Make America Great Again).

Oltre allo sviluppo commerciale della Luna c'è anche la quesitone dei minerali presenti sul nostro satellite, come l'oro depositato dall'impatto di meteoriti, ed altri metalli rari e preziosi. Una vera e propria miniera nello spazio.

A livello strettamente operativo, la missione Artemis II, che ricade sotto l'ombrello della Nasa, partirà dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida). Il lancio del razzo SLS - Space Launch System, sul quale è integrata la capsula Orion, è previsto per oggi, 1 aprile, alle ore 18.24 locali (ore 00:24 del 2 aprile in Italia).

Scopo principale della missione è riportare l'uomo sulla Luna: quattro astronauti, di cui uno italiano, torneranno a toccare il suolo lunare. L'Italia ha un ruolo speciale in questa missione, in qualità di fornitore dei moduli abitativi pressurizzati MPH – Multi-Purpose Habitat, sviluppati da Thales Alenia Space Italia (TAS-I). MPH sarà il primo modulo abitativo italiano ad operare sulla superficie lunare; oltre alla capacità di garantire un habitat sicuro e confortevole per gli astronauti in missione al polo sud lunare, - spiega l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) - permetterà di espletare molte funzionalità, tra cui la capacità di effettuare esperimenti scientifici, di interoperare con altri asset esterni (lander, rover, ecc.) e di essere gestito in autonomia dalla Terra.
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