Nike crolla del 14% dopo i conti, JPMorgan e BofA tagliano il rating: resta il nodo Cina
(Teleborsa) - Nike affonda in borsa di oltre il 14% dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre fiscale 2026 (chiuso al 28 febbraio), che pur battendo le stime hanno deluso sul fronte delle prospettive, spingendo JPMorgan e Bank of America a tagliare il rating da Overweight a Neutral.
I ricavi si attestano a 11,3 miliardi di dollari, sostanzialmente stabili su base riportata ma -3% a cambi costanti. Il canale wholesale cresce del 5% a 6,5 miliardi, mentre Nike Direct cede il 4% a 4,5 miliardi. Il margine lordo è sceso di 130 punti base al 40,2%, penalizzato principalmente dai dazi in Nord America. L'utile diluito per azione è pari a 0,35 dollari, sopra le attese di 0,30.
A preoccupare maggiormente è pero il business cinese. Le vendite in Greater China, che valgono circa il 15% del suo fatturato globale, sono calate del 7% annuo a 1,62 miliardi: è il settimo trimestre consecutivo di flessione.
JPMorgan ha tagliato il target price a 52 dollari da 86, rivedendo l'EPS fiscal 2027 a 1,63 dollari (il 28% sotto il consenso) e spostando al 2029 il ritorno al margine operativo del 10%. Bank of America ha portato il target a 55 dollari da 73. Secondo Barclays il reset in Cina richiederà probabilmente quattro trimestri per tornare a crescere. Jefferies ha invece mantenuto un tono costruttivo, consigliando di acquistare le azioni a questi livelli e segnalando che il titolo tratta a un minimo di ciclo di 1,6 volte le vendite.
Elliott Hill, CEO chiamato a guidare il rilancio, ha dichiarato: "La direzione è chiara, i nostri team si muovono con concentrazione e urgenza, e le nostre fondamenta si stanno rafforzando. Il lavoro non è finito, ma il percorso è definito."
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