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Grifal, downgrade a Neutral da Intesa dopo 2025 deludente e alta leva finanziaria

Finanza, Consensus
Grifal, downgrade a Neutral da Intesa dopo 2025 deludente e alta leva finanziaria
(Teleborsa) - Intesa Sanpaolo ha abbassato a 1,28 euro per azione (da 1,70 euro) il target price su Grifal, società quotata su Euronext Growth Milan e attiva nel mercato del packaging industriale, tagliando anche il giudizio sul titolo a "Neutral" da "Buy" nonostante l'upside potenziale dell'84%.

Gli analisti scrivono che Grifal ha riportato risultati deludenti per l'esercizio 2025, con un calo del fatturato del 6% su base annua (35,4 milioni di euro) e una flessione più marcata nel secondo semestre, a causa della debolezza della domanda e del rallentamento della crescita di cArtù. L'EBITDA è crollato del 63% a 2,1 milioni di euro, con un margine che si è ridotto al 6% a causa della leva operativa negativa. L'utile è risultato negativo (-3 milioni di euro), risentendo anche dell'aumento degli ammortamenti e degli oneri finanziari. L'indebitamento netto è salito a 27,2 milioni di euro, con un rapporto di indebitamento pari a 12,8 volte l'EBITDA.

Il management prevede che il 2026 segnerà una graduale stabilizzazione della performance operativa, supportata dalla disciplina dei costi, da una migliore esecuzione commerciale e da un contesto normativo favorevole che stimolerà la domanda di soluzioni riciclabili. Nonostante la ripresa degli ordini e le azioni strategiche, Intesa ha rivisto significativamente al ribasso le stime per il biennio 2026-2027, a seguito dei risultati deludenti dell'esercizio 2025, adottando una prospettiva più prudente. Il Piano Industriale 2026-2030 aggiornato prevede una riduzione dell'indebitamento, con un miglioramento previsto del rapporto debito netto/EBITDA a partire dal 2026.

"Abbiamo declassato il nostro rating a Neutral a causa delle crescenti difficoltà macroeconomiche, tra cui l'indebolimento della domanda manifatturiera, l'aumento dei tassi di interesse e la potenziale inflazione delle materie prime - si legge nella ricerca - I precedenti shock inflazionistici (2021-2022) evidenziano la sensibilità del gruppo ai costi, con le materie prime che hanno superato il 48% dei ricavi in ??quel periodo".
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