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Lavoro, Inail: nei primi due mesi infortuni +2,6% ma casi mortali -26,1%

Calderone: "Dati infortuni incoraggianti, impegno condiviso"

Economia
Lavoro, Inail: nei primi due mesi infortuni +2,6% ma casi mortali -26,1%
(Teleborsa) - Aumentano gli infortuni sul lavoro (+2,4%) ma calano i decessi (-27,8%). Anche per la componente in itinere si registra un incremento delle denunce di infortunio (+8,5%) e un calo dei casi mortali (-19,4%). L'incidenza infortunistica passa dalle 309 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di febbraio 2019 alle 261 del 2026, con un calo del 15,5%. Rispetto a febbraio 2025 si ha un aumento del 2,4% (da 255 a 261). In aumento del 14,2% le patologie di origine professionale denunciate, pari a 17.036. Questi, in sintesi, i dati Inail di febbraio nel confronto con lo stesso mese del 2025.

"I dati Inail sulle denunce di infortunio sono rilevanti. La sensibile contrazione dei decessi rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, la diminuzione dell'incidenza infortunistica sugli occupati, il segno meno sul numero dei casi mortali in itinere – ha commentato la ministra del Lavoro, Marina Calderone – rappresentano segnali incoraggianti che monitoriamo perché l'obiettivo delle molteplici misure introdotte dal Governo, in seguito a un lungo confronto con le parti sociali, è rendere assolutamente prioritaria la prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. È un lavoro lungo e complesso, che insieme con le parti sociali vogliamo monitorare e rafforzare con ulteriori e sempre più efficaci interventi. La sicurezza sul lavoro è uno dei cardini del governo Meloni".

DENUNCE DI INFORTUNI IN OCCASIONE DI LAVORO


Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all'Inail entro il mese di febbraio 2026 sono state 63.112, in aumento del 2,4% rispetto alle 61.641 del pari periodo 2025 e dello 0,9% sul 2023, e in diminuzione del 3,0% rispetto al 2024, del 38,8% sul 2022, del 9,5% sul 2021, dell'8,1% sul 2020 e dell'11,2% sul 2019. Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall'Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento febbraio 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un'incidenza infortunistica che passa dalle 309 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di febbraio 2019 alle 261 del 2026, con un calo del 15,5%. Rispetto a febbraio 2025 si registra un aumento del 2,4% (da 255 a 261). L'incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall'83,8% del 2019 all'82,7% del 2026 (è stata dell'83,5% nel 2025).
A febbraio di quest'anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +2,8% nella gestione Industria e servizi (dai 54.766 casi del 2025 ai 56.293 del 2026), un -8,0% in Agricoltura (da 3.370 a 3.099) e un +6,1% nel Conto Stato (da 3.505 a 3.720).

Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (+4,3%) e la Fornitura di acqua - reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento (+1,4%), e per i decrementi la Sanità e assistenza sociale (-5,3%), il comparto Manifatturiero (-3,7%), i Servizi di supporto alle imprese (-3,5%), il Trasporto e magazzinaggio (-2,0%), le Costruzioni (-1,5%) e il Commercio (-1,4%).

L'analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nel Nord-Est (-1,0%) e aumenti al Centro (+6,4%), nelle Isole (+4,8%), nel Nord-Ovest (+3,0%) e al Sud (+2,3%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la provincia autonoma di Bolzano (-7,4%), il Molise (-6,9%), la Sardegna (-4,4%) e il Friuli-Venezia Giulia (-3,8%), mentre per gli incrementi il Lazio (+22,0%), la Sicilia (+9,7%), la Valle d'Aosta (+9,3%) e la Campania (+7,1%).

L'aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente maschile, che registra un +1,5% (da 40.878 a 41.478 casi), sia a quella femminile, con un +4,2% (da 20.763 a 21.634). Crescono le denunce dei lavoratori italiani (+1,4%) e degli stranieri (+5,7%).

L'analisi per classi di età mostra incrementi significativi nelle fasce che vanno dai 60 ai 69 anni (+8,0%) e dai 15 ai 39 anni (+5,2%), e cali per i 55-59enni (-1,8%) e 40-49enni (-1,5%).

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di febbraio 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 70, 27 in meno rispetto alle 97 registrate nel 2025, 12 in meno rispetto al 2019 (-5 sul 2020, -15 sul 2021 e 2022, -3 sul 2023 e -21 sul 2024).Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l'incidenza passi da 0,36 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di febbraio 2019 a 0,29 del 2026 (-19,4%), rispetto a febbraio 2025 il calo è del 27,5% (da 0,40 a 0,29). L'incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 67,8% del 2019 al 70,7% del 2026 (è stata del 72,9% nel 2025). La riduzione ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 82 a 63 denunce mortali) e l'Agricoltura (da 14 a 5), mentre il Conto Stato passa da uno a due decessi.

Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi il Trasporto e magazzinaggio (da 12 a 13 decessi denunciati) e i Servizi di supporto alle imprese (da 2 a 4), per i decrementi le Attività manifatturiere (da 12 a 9), le Costruzioni (da 11 a 9) e il Commercio (da 7 a 5). Dall'analisi territoriale emergono cali al Sud (da 24 a 13), nel Nord-Est (da 21 a 11), nel Nord-Ovest (da 28 a 22) e al Centro (da 21 a 18), e incrementi nelle Isole (da 3 a 6). Tra le regioni con i maggiori cali si segnalano la Puglia (-6), l'Umbria, la provincia autonoma di Bolzano, il Veneto e la Lombardia (-4 ciascuna), mentre aumenti si verificano in Sicilia (+4), Campania (+2), Molise, Friuli-Venezia Giulia e Toscana (+1 ciascuna). Il calo rilevato nel confronto dei bimestri gennaio-febbraio 2025-2026 è legato sia alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 91 a 65 sia a quella femminile (da 6 a 5). Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 76 a 50) e stranieri (da 21 a 20).

L'analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali solo tra i 20-24enni (da 2 a 4 casi), i 35-39enni (da 4 a 6), i 65-69enni (da 3 a 8) e gli over 75enni (da 1 a 2), e riduzioni in particolare tra i 25-34enni (da 9 a 4) e i 40-64enni (da 75 a 45).

DENUNCE DI INFORTUNI IN ITINERE

Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all'Inail entro il mese di febbraio 2026 sono stati 13.217, in aumento dell'8,5% rispetto ai 12.181 del 2025, del 6,2% rispetto al 2024, del 17,5% sul 2023, del 35,5% sul 2022, del 69,8% sul 2021 e del 7,3% sul 2020, e in calo invece del 3,9% rispetto al 2019. L'incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 16,2% del 2019 al 17,3% del 2026 (è stata del 16,5% nel 2025). A febbraio di quest'anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +8,2% nella gestione Industria e servizi (dai 10.698 casi del 2025 agli 11.577 del 2026), un -8,2% in Agricoltura (da 159 a 146) e un +12,8% nel Conto Stato (da 1.324 a 1.494).

L'analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce al Sud (+20,5%), nel Nord-Est (+19,4%), nel Nord-Ovest (+7,7%), stabilità nelle Isole e un calo al Centro (-6,2%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali dei casi si segnalano il Molise (+41,9%), l'Emilia-Romagna (+38,0%), la Calabria (+36,4%) e l'Abruzzo (+34,5%), mentre per i decrementi il Lazio (-10,6%), la Basilicata (-7,4%), il Friuli-Venezia Giulia (-3,8%) e la provincia autonoma di Trento (-3,1%).

L'incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legata sia alla componente femminile, che registra un +7,7% (da 6.240 a 6.723 casi), sia a quella maschile, con un +9,3% (da 5.941 a 6.494). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+14,6%) e quelle degli italiani (+7,0%). L'analisi per classi di età mostra incrementi in quasi tutte le fasce, in particolare per i 65-69enni (+36,4%), per i 20-24enni (+13,4%) e i 30-34enni (+11,2%), e cali solo per gli under 20 (-3,0%).

Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 29, sette in meno rispetto alle 36 del 2025. L'incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 32,2% del 2019 al 29,3% del 2026 (è stata del 27,1% nel 2025). Il calo ha riguardato la gestione Industria e servizi, che passa da 34 a 29 denunce mortali, e l'Agricoltura (da 2 a 0), mentre il Conto Stato non presenta nessun decesso in entrambi i periodi. Dall'analisi territoriale emergono incrementi al Sud (da 3 a 6) e nelle Isole (da 3 a 5), e cali nel Nord-Ovest (da 13 a 7) e nel Nord-Est (da 10 a 4), con il Centro che ha registrato sette casi in entrambi i periodi. Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono diminuite da sette a due, quelle dei lavoratori da 29 a 27. Calano le denunce dei lavoratori italiani (da 27 a 20), nove i decessi per gli stranieri in entrambi i periodi.

DENUNCE DI INFORTUNI DEGLI STUDENTI

Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all'Inail entro il mese di febbraio 2026 sono state 15.583, in calo dell'1,0% rispetto alle 15.734 del primo bimestre 2025. Delle oltre 15mila denunce di infortunio, 151 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi "formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 57% rispetto a febbraio 2025. L'incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 17% del totale delle denunce registrate a febbraio 2026. Il 43% interessa le studentesse (-0,1% il calo tra il 2025 e il 2026), il 57% gli studenti (-1,6%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.

La Lombardia è la regione che presenta più denunce (24% del totale nazionale; +2,1% sul 2025), seguita da Emilia-Romagna (13%; +16,1%), Veneto (12%; -5,5%) e Piemonte (11%; -5,1%).

Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.

Tre i casi mortali denunciati all'Inail entro il mese di febbraio 2026 (5 nel 2025).

DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI

Le denunce di malattia professionale protocollate dall'Inail nel primo bimestre del 2026 sono state 17.036, +2.119 casi rispetto al pari periodo 2025 (+14,2%). Si registrano aumenti generalizzati rispetto al primo bimestre degli anni precedenti. I dati rilevati a febbraio di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+14,6%, da 12.403 a 14.209 casi), Agricoltura (+11,7%, da 2.416 a 2.699) e Conto Stato (+30,46%, da 98 a 128). L'aumento interessa il Centro (+20,0%), il Nord-Ovest (+19,7%), le Isole (+13,8%), il Sud (+10,4%) e il Nord-Est (+6,9%).

In ottica di genere si rilevano 1.542 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 11.181 a 12.723 (+13,8%), e 577 in più per le lavoratrici, da 3.736 a 4.313 (+15,4%). L'aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 13.545 a 15.490 (+14,4%), sia quelle degli stranieri, da 1.372 a 1.546 (+12,7%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell'orecchio continuano a rappresentare, anche nel primo bimestre del 2026, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.
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