Boomer sotto stress: il 69% in ansia per la pensione, ma si continuano a sostenere figli e nipoti
Solo il 24% del campione ritiene che l'assegno pensionistico sarà sufficiente a garantirgli un tenore di vita adeguato. Per molti sarà necessario integrare il reddito o ridimensionare le proprie aspettative. Risparmi e pensione integrativa le principali leve di sicurezza
(Teleborsa) - I boomer italiani si avvicinano alla pensione con sentimenti contrastanti: da un lato la consapevolezza di appartenere a una generazione relativamente fortunata, dall'altro la crescente preoccupazione per la tenuta del proprio futuro economico e per quello di figli e nipoti. È quanto emerge dall'ultimo sondaggio effettuato da Moneyfarm su un campione rappresentativo di cittadini nati tra il 1955 e il 1969.
Il 69% dei boomer intervistati dichiara di provare ansia per le proprie prospettive economiche, con picchi del 76% tra le donne e del 77% tra chi, avendo tra i 56 e i 61 anni, è ancora distante dall'uscita dal mondo del lavoro. Afferma di non sentirsi mai preoccupato solamente il 9%, una media tra l'11% degli uomini e il 6% delle donne.
E se in quasi 6 su 10 continuano a percepirsi come una generazione più fortunata rispetto alle precedenti, il nodo della pensione pubblica resta una certezza in negativo: solo il 24% del campione ritiene che l'assegno sarà sufficiente a garantire un tenore di vita adeguato, con punte di pessimismo tra le donne (18%), mentre per molti sarà necessario integrare il reddito o ridimensionare le proprie aspettative.
Per fronteggiare questa incertezza, i boomer individuano nei risparmi (35%) e nella pensione integrativa (32%) le principali leve di sicurezza per gli anni a venire. Meno popolari le soluzioni legate alle rendite immobiliari (15%) o finanziarie (15%). A emergere è anche la difficoltà nella pianificazione di lungo periodo: quasi la metà dei rispondenti investe con un orizzonte temporale inferiore ai cinque anni, nonostante un'attesa di vita che, una volta raggiunta l'età pensionabile, ormai supera i vent'anni. Solo il 4% investe con un orizzonte compreso tra gli 11 e i 20 anni, mentre appena l'1% guarda oltre le due decadi.
Alle preoccupazioni personali si affiancano quelle familiari: il 79% dei genitori boomer si dice in ansia per il futuro economico di figli e nipoti e il 75% dichiara di averli già sostenuti finanziariamente nel corso della loro vita adulta, spesso anche a costo di sacrifici personali (41%). Un sostegno che, nella maggioranza dei casi, viene vissuto come un'esperienza positiva: per il 46% è stato motivo di felicità, per un altro 25% un dovere naturale, segno di un forte senso di responsabilità intergenerazionale. Nonostante questo ruolo centrale di supporto, la reciprocità non è data per scontata. Solo 3 boomer su 10 sono certi che riceveranno aiuto dai figli in caso di bisogno, mentre per la maggioranza si tratta più di una speranza che di una sicurezza. Anche il tema del passaggio generazionale resta in larga parte irrisolto: solo il 9% degli intervistati ha già formalizzato un testamento, mentre quasi la metà ritiene che non sia necessario programmare in anticipo la trasmissione della propria ricchezza.
Il quadro complessivo è quello di una generazione che continua a rappresentare il fulcro economico delle famiglie italiane, ma che si appresta alla pensione con timori crescenti e strumenti percepiti come spesso insufficienti. Ci troviamo in un momento delicato di transizione, che rende sempre più urgente una riflessione su previdenza, pianificazione finanziaria e responsabilità tra le generazioni.
"Il paradosso dei boomer è quello di una generazione che ha costruito ricchezza e stabilità, ma che oggi fatica a sentirsi davvero protetta. L'allungamento delle aspettative di vita impone di ripensare profondamente la previdenza: una fase pensionistica che può durare vent'anni o più non può essere affrontata con strumenti studiati per un orizzonte molto più breve. A questo si aggiunge l'incertezza sul potere d'acquisto delle pensioni pubbliche, spesso percepite come insufficienti a garantire una vecchiaia serena, e la crescente complessità delle scelte finanziarie. In questo contesto, la pianificazione del futuro diventa sempre più delicata e richiede maggiore consapevolezza, consulenza adeguata e un nuovo equilibrio tra responsabilità individuale e welfare collettivo" ha commentato Andrea Rocchetti, Global head of Wealth di Moneyfarm.
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