Bankitalia, intermediari solidi ma esposti a rischi in caso di prolungamento del conflitto
Il Rapporto sulla Stabilità Finanziaria
(Teleborsa) - In Italia i rischi maggiori per la stabilità finanziaria "derivano dai fattori internazionali". Lo afferma la Banca d'Italia nell'ultimo Rapporto sulla Stabilità Finanziaria, sostenendo che, fino a febbraio, la condizione macro-finanziaria del Paese e i rischi connessi con l'andamento ciclico erano stabili. Dopo lo scoppio delle ostilità sono aumentati i rendimenti dei titoli di Stato e, in misura contenuta, il loro differenziale rispetto ai titoli tedeschi; i corsi azionari sono considerevolmente diminuiti e, pur avendo da allora recuperato le perdite accumulate, "restano esposti a significative oscillazioni". In generale, il funzionamento dei mercati è rimasto ordinato.
Allargando lo sguardo, il rapporto evidenzia che il conflitto in Medio Oriente ha aumentato le vulnerabilità dell'economia e del sistema finanziario a livello mondiale, in un contesto già caratterizzato da forti tensioni geopolitiche e commerciali e da elevata incertezza. Le previsioni di crescita mondiale sono state riviste al ribasso, le aspettative di inflazione hanno subito un rialzo e le condizioni finanziarie si sono irrigidite. "Allo stesso tempo non sono venuti meno i rischi preesistenti di valutazioni eccessive sui mercati finanziari, soprattutto nel comparto tecnologico - viene sottolineato - Eventuali ulteriori aumenti dell'avversione al rischio degli investitori potrebbero avere ripercussioni sui segmenti più rischiosi del sistema finanziario internazionale".
Tornando all'Italia, Banca d'Italia spiega che la situazione finanziaria di famiglie e imprese è equilibrata, ma un peggioramento dello scenario macroeconomico potrebbe incidere sulla loro fiducia. Per le famiglie i rischi restano limitati grazie alla solidità patrimoniale e al basso indebitamento. Anche per le imprese il quadro appare nell'insieme stabile, sostenuto da un livello di debito contenuto e da una moderata espansione del credito. In un contesto di complessiva incertezza, "i rincari dell'energia e dei costi di trasporto, pressioni inflazionistiche più persistenti e condizioni finanziarie meno accomodanti potrebbero avere ricadute sul potere d'acquisto delle famiglie e sui costi delle imprese, oltre che sulla loro fiducia", si legge nel rapporto.
Pur partendo da una posizione di solidità, gli intermediari finanziari sono "esposti a rischi che potrebbero materializzarsi in caso di prolungamento del conflitto". L'aggravarsi del quadro geopolitico e l'aumento dell'incertezza possono esporre le banche a rischi: le condizioni di provvista e di liquidità potrebbero peggiorare qualora i rendimenti di mercato crescessero in maniera marcata; la qualità degli attivi potrebbe risentire di un deterioramento della capacità delle imprese di rimborsare i finanziamenti. Il sistema bancario italiano resta comunque caratterizzato da alti livelli di patrimonializzazione e redditività.
Anche il settore assicurativo rimane solido, grazie all'elevata patrimonializzazione, alla crescita della raccolta premi e ai miglioramenti della redditività e delle condizioni di liquidità; l'incremento dei rendimenti sui titoli a reddito fisso potrebbe tuttavia determinare minusvalenze latenti.
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